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Nozze d’argento

Il 27 maggio 1990 – nell’unica chiesa gotica di Torino (Convento domenicano, in via San Domenico angolo via Milano) – Margherita e mi ci siamo detti sì.
Alla presenza dei testimoni: Enrico Tallone e Sergio Musumeci (editori), per me; Marisa Paschero e Vittorio Pasteris per Margherita.

E, per festeggiare il nostro 25° anno di matrimonio, abbiamo scelto il ristorante del Circolo dei Lettori – Palazzo Graneri della Roccia, 1680, in via Bogino, 9. Secondo me è il miglior ristorante di Torino e il cuoco, nonché titolare, è il mio amico Stefano Fanti: soltanto tradizione (rivisitata come si deve) e vini piemontesi. A parte il resto, non mi sono fatto mancare un delizioso assaggio di Finanziera…E per il vino ho scelto un Lessona 2009: elegante Nebbiolo del biellese (Pietro Cassina). L’unica nota fuor di tradizione un Caroni (rum) come si deve.

https://www.vincenzoreda.it/a-cena-con-un-friulano-circolo-…/

Pasqua e dintorni: vini e cibi di tradizione

Lumache di Cherasco, Finanziera, Coniglio grigio con il Nebbiolo 2006 di Flavio Roddolo al ristorante de Il Circolo degli Artisti con la squisita cucina di tradizione di Stefano Fanti e i suggerimenti, sempre assai interessanti, del suo giovane sommelier Andrea Zoggia (per i vini dolci e rari: il valdostano Pierrots e il toscano Istrionico). E a Pasqua, a casa, insaccati calabresi fatti in casa e appena arrivati da Cirò con pasta al forno tradizionale, agnello al forno innaffiati con un magnum di Barbera d’Alba Bric du Luv 2007 di Beppe Ca’ Viola. E per finire, cuzzupe calabresi fatte in casa con il passito 2008 marchigiano di Sartarelli. What else?

21° anniversario al Cambio

Non potendo lasciare Torino, ho deciso di festeggiare 21 anni di matrimonio dai miei amici del ristorante Del Cambio. E come al solito Daniele Sacco, il sommelier Vincenzo Di Lauro e lo chef Riccardo Ferrero (con me nella foto) ci hanno trattati benissimo. Ho bevuto il Grignolino di Luigi Spertino 2010 e la stupenda tagliata di manzo l’ho onorata con un bel Barbaresco dei Produttori 2003. Nelle foto, con mia figlia Geeta e mia moglie Margherita, ci sono alcuni dei piatti: il vitello tonnato con uovo di quaglia e senza maionese; gli ottimi, pur semplici agnolotti; l’eccellente patè di fegato grasso d’anatra (non d’oca); il buonissimo coniglio grigio, freddo, in insalata; la Finanziera (quella non poteva mancare!) e una tagliata di manzo memorabile. Manca il miglior piatto della serata, quello bisogna immaginarlo e recarsi al ristorante per farselo preparare da Riccardo: delicatissimi filetti di salmerino freddi in salsa di nocciole. Una favola. E’ piaciuto moltissimo anche a me che non amo i pesci di acqua dolce.

Ristorante Del Cambio 1757, Torino

Sto preparando alcuni articoli che riguardano il più bel ristorante del mondo: Del Cambio, a Torino, in piazza Carignano fin dal 1757. Sono stato ospitato in questa cattedrale della ristorazione con garbo e senza affettazioni o false cerimoniosità – al contrario di quanto il luogo comune vuole essere peculiare dei torinesi.

Mi è stata preparata una Finanziera classica, cucinata a modo da Riccardo Ferrero, chef torinesissimo (per quattro anni alla corte del Maestro Gualtiero), dal 2006 padrone delle cucine di questo luogo di suggestioni.

Vincenzo Di Lauro, sommelier di origini molisane ma torinese per amore  – da dodici anni alla cura delle cantine del ristorante (quasi 700 etichette e oltre 6.500 bottiglie) – mi ha fatto accompagnare la Finanziera con una superba bottiglia di Barbera d’Asti Superiore 2007 Montruc di  Martinetti.

Daniele Sacco, direttore del ristorante da 27 anni, è stato il discreto ospite. Sono ritratti nella foto – lo sfondo è costituito dal tavolo del conte Camillo Cavour (è lo stesso posto su cui è fotografata, in suo onore, la Finanziera) – da sinistra: Vincenzo, Riccardo e Daniele.

Salute e lunga vita a questo Monumento della Ristorazione Torinese, Italiana, Europea e, se vengono di più lontano, sono benvenuti tra noi.