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101 Storie Maya recensito da Archeo

Finalmente, anche Archeo ha recensito il mio libro sui Maya. Inutile precisare che a questa recensione tengo più che a ogni altra: innanzi tutto perché Archeo è la rivista più autorevole del settore. Poi perché ne sono stato per diversi anni collaboratore. Poi, ma forse prima d’ogni altra considerazione, perché a dirigerla è il mio grande amico Andreas M. Steiner, che la testata fondò molti anni fa.

Oltre alla recensione e alla copertina (numero di Novembre, interessante per uno speciale sul vino, oltre che per le altre faccende che tratta), due immagini prese a Paestum lo scorso anno. Un serio e professionale Andreas che anima l’annuale congresso mondiale della stampa archeologica e poi uno dei nostri soliti incontri serali, soltanto per amici: con Andreas e me, la nostra amica speciale Flavia Marimpietri, archeologa prima che giornalista televisiva (Rai 1).

Paestum 2011 gli amici

A Paestum, fuori dell’ufficialità, ci si diverte sempre. Soprattutto, si ritrovano vecchi amici di quelli veri che, seppur vedi di rado, è come se ci si fosse lasciati il giorno prima. Tra questi, quelli che mi stanno più a cuore sono Andreas Steiner (direttore storico di Archeo e Medioevo), Flavia Maripietri (archeologa, ma oggi giornalista di Rai 1) e Enzo Brilli, rappresentante del turismo del Guatemala in Italia.

 

BMTA Paestum: il cibo, ovvero come farsi coccolare al Sud

La BMTA di Paestum  certo costituisce il momento più importante dell’anno per quanto concerne il mondo – alla lettera – dell’archeologia. Ma non v’è dubbio che, almeno per quel che riguarda me e alcuni altri miei amici, è anche un momento di coccole cucinarie. Qui si è nella patria della mozzarella, e allora una pizza alla Taverna degli artisti è d’obbligo: peccato che il posto sia piccino e trovare tavoli liberi durante la fiera non è facile. Ma il nostro ristorante preferito è Demetra, sempre sulla strada che taglia il comune di Capaccio-Paestum, dirimpetto al Centro Espositivo Ariston. Qui Franco Torrusio, il figlio Mariano e Jessica Russo, in sala, servono pesci, crostacei e paste con la necessaria semplicità che rende i piatti ottimi per davero. Ci bevo sempre la Falanghina dei Campi Flegrei. Quest’anno ho però rivalutato il ristorante interno dell’Ariston, per la gentilezza e anche per la qualità del cibo. Lo chef di sala, professionista serio e conoscitore di uomini, mi ha sempre coccolato con paste fatte al momento, ottimi scampi e sempre il Trigaio 2007 – Aglianico, Sciascinoso e Piedirosso – dei Feudi di San Gregorio: vino generoso, ampio, pulito. Grazie, come sempre, Paestum.