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Go Wine: il Cesanese, anche

L’Associazione Go Wine ha inaugurato il 2013 a Torino con una serata dedicata al Concorso Letterario Nazionale “Bere il Territorio” e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’iniziativa un punto di riferimento per i giovani appassionati al mondo del vino e della scrittura.

L’appuntamento ha avuto luogo martedì 5 febbraio dalle ore 17.00, presso la sala Vittoria dello Starhotels Majestic in Corso Vittorio Emanuele, 54 a Torino.

Durante la serata è stato consegnato il premio speciale “Vino d’Autore”, giunto alla sua sesta edizione e riservato a scrittori che, nella narrativa delle loro pubblicazioni e nella loro esperienza professionale, hanno dedicato riferimenti al vino e ai suoi territori.

Ospite d’onore della serata, a cui è stato assegnato il premio speciale, è stata la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, intervistata dal giornalista Bruno Quaranta, del quotidiano La Stampa-Tuttolibri.

ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI:

Nata a Rovereto, vive e lavora a Milano. Ha esordito  come scrittrice nel 1980 con “Amore mio, uccidi Garibaldi”, nel 1991 vince il Premio Campiello con  “Di buona famiglia”oggi adattamento teatrale di Leonardo Franchini. Ha vissuto a Madrid dal 1993 al 1997, collabora al Corriere della Sera con articoli di cultura e di costume e cura rubriche di corrispondenza con i lettori.

IN DEGUSTAZIONE I VINI DELLE AZIENDE:

Aglianica Associazione culturale – Rionero in Vùlture (Pz); Antica Distilleria Sibona – Piobesi d’Alba (Cn); Cantine Briamara – Caluso (To); Cantine del Barone – Cesinali (Av); Cantine dell’Angelo – Tufo (Av); Cascina del Pozzo – Castellinaldo (Cn); Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave – Soave (Vr); Drocco Luigi, Cascina Pontepietra – Alba (Cn); Emo  Capodilista – La Montecchia – Selvazzano Dentro (Pd); Fattoria Santo Stefano – Greve in Chianti (Fi); Francone – Neive (Cn); Gostolai – Oliena (Nu); La Tordera – Valdobbiadene (Tv); Agricola Monforte – Monforte d’Alba (Cn); Montalbera, Terra del Ruchè – Castagnole Monferrato (At); Pileum – Piglio (Fr); Planeta – Menfi (Ag); Podere il Carnasciale – Mercatale Valdarno (Ar); Poderi Moretti – Monteu Roero (Cn); Vietti Castiglione Falletto (Cn); Ciccio Zaccagnini – Bolognano (Pe).

Gli appuntamenti Go Wine al Majestic sono sempre interessanti e cerco sempre di onorarli, pur magari con poco tempo disponibile. In quest’occasione avevo per davvero poco tempo e mi sono limitato a valutare alcuni vini per i quali avevo un certo interesse. Ho bevuto e assai apprezzato i Cesanese del Piglio dell’Azienda Pileum di Piglio (Frosinone). Il Cesanese era un vitigno diffuso nell’area dei Castelli Romani, dove è stato da poco ripreso nella tipologia Cesanese Comune. Il Cesanese del Piglio (o di Affile) è invece tipico della Ciociaria, in provincia di Frosinone. E’ un bel vino rosso che invecchia bene per 3/5 anni: minerale, erbaceo di nerbo e con personalità tutta sua. Ho bevuto il Bolla Urbano Riserva Docg 2008, davvero interessante: 14.5% vol., 6.000 bottiglie a 18 € (prezzo a scaffale), invecchiato 24 mesi,parte in botti grandi e parte in caratelli da 300 lt. Ottimo anche il Massitium Superiore Docg 2009, 13,5% vol., 12.000 bottiglie, prezzo intorno ai 9 €, affinato per 12 mesi in acciaio e botti grandi. Non male anche il bianco Valle Bianca (Passerina 90% e Malvasia Puntinata 10%) 2011: 13% vol., 12.000 bottiglie a 7,50 €.

Mi auguro che la ristorazione romana sappia finalmente dare il giusto risalto a questi vini laziali che stanno finalmente ricominciando a essere importanti e degni di entrare con pieno merito tra le tipicità, uniche, della nostra tradizione vinifera.

Ho bevuto un ottimo bianco di Planeta: l’Alastro Igt Sicilia 2011 (Grecanico 95% e Fiano 5%), 12,5% vol. vino affinato sulle fecce fini per 6 mesi. Profumi tipici di melone e pesca bianca, in bocca è fine, morbido con note minerali che probabilmente migliorano con un invecchiamento di 2/4 anni, a un prezzo forse non troppo favorevole (12 €). Proviene dai vigneti posti nell’agrigentino. Comunque, per davvero particolare, assai più dello Chardonnay classico di Planeta che trovo sempre un po’ troppo stucchevole. Buono il Nero d’Avola Santa Cecilia 2008 Doc Noto, buono ma di gusto troppo internazionale. Preferisco il più tipico  Cerasuolo di Vittoria Docg 2011 (60% Nero d’Avola e 40% Frappato): 13% vol. e solo acciaio per un vino che rappresenta in maniera unica la tradizione del suo territorio.

Di corsa, ho gustato i buoni prodotti (Barbera, Nebbiolo e, soprattutto, Roero) della piccola azienda Moretti di Monteu Roero e ho finito con due sorsate (per coccolare il mio esigente e viziato palato) dei Barolo e Barbaresco dell’Azienda Francone di Neive: quando dici Neive e Barbaresco, non sbagli mai….

Ho poi scoperto da un mio amico ristoratore (Quanto Basta) un eccellente Greco di Tufo, di assoluta tipicità, dell’Azienda Cantine dell’Angelo di Tufo (Av): un Greco dalle caratteristiche completamente differenti da quelle che in genere lo rendono riconoscibile. Sorprendente per davvero e da approfondire.

Alla prossima.

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