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Il Cremes di Gaja: una piccola eresia

Il Cremes (il nome significa in piemontese il colore cremisi) è un vino che frequento da anni e che mi piace: è il vino meno costoso che produce Angelo Gaja.

E’ un uvaggio al 50% di Dolcetto e Pinot Noir: a chi, se non a lui, poteva venire in mente di unire due vitigni di così apparente lontananza e mettere in atto l’eresia di sposare un nobilissimo e altero franzoso a un plebeo contadino piemontese? A Angelo piacciono le sfide e piace mettere spazio (e Tempo) tra sé, i suoi prodotti (che sono null’altro che un aspetto del sé) e tutti gli altri….

Il Cremes ha il colore del Dolcetto, soltanto meno violaceo, non ne ha i profumi di fiori ma ha preso i frutti del Pinot Noir. Del Dolcetto ha il palato amaro e del francese un finale lunghissimo e di grande piacevolezza.

Per accompagnare questa bottiglia del 2012  ho scelto un voluttuoso pollo condito con l’inarrivabile masala del maestro indiano Shaik Nazir: questa mistura di spezie fu realizzata apposta per me. Non contento, e per continuare nel senso dell’eresia, ho finito la bottiglia il giorno dopo (era migliorata) con una panissa vercellese (riso Arborio, come da tradizione): entrambi gli accompagnamenti li ho trovati eccellenti.

Io amo le eresie, gli eretici, gli eresiarchi: arrivo da paesi d’eresia (sono nato nel paese in cui morì Gioacchino da Fiore e a pochi chilometri fu catturato, qualche anno dopo, Tommaso Campanella…). Certo non è la Langa regione d’eresia: bisognerebbe spostarsi un po’ più a nord, nel Canavese. Ma la Langa, ogni tanto, mi stimola suggestioni eretiche con certi suoi vini, con certi suoi personaggi. Angelo Gaja tra questi.

Salute.

Da Vittorio in Sila

Vittorio, mio zio paterno, è rimasto sui terreni aviti a testimoniare della storia della mia famiglia. Parlo di Rovale, frazione sotto il comune di San Giovanni in Fiore (il paese italiano più popoloso oltre i 1.000 mslm), paese legato a Gioacchino da Fiore: senza di lui, forse, non sarebbe stata possibile la vicenda straordinaria di Francesco d’Assisi. Per inciso, Gioacchino da Fiore morì in località Canale, a Pietrafitta dove io sono nato.

Rovale si trova a circa 1.400 mslm, quasi sulle rive del bacino artificiale del Lago d’Arvo, il più bello dei laghi silani voluti da Mussolini negli anni Trenta. A due passi da Lorica, splendida località turistica silana, tra gli endemici pini larici dal fusto drittissimo e altissimo che per secoli vennero tagliati e utilizzati come alberi delle navi a vela di tutto il mediterraneo (i 3 pennoni di Piazza S. Marco, davanti alla Basilica Veneziana, sono pini larici silani).

Vittorio ha trasformato la casa del nonno in un bell’agriturismo con diversi appartamentini e ristorante e nel terreno in cui il nonno Vincenzo coltivava le patate ha aperto un piccolo ristoro dove si cucina alla brace e si beve il suo straordinario vino: uve siciliane Nero d’Avola e altre a bacca bianca soltanto spremute e fermentate naturalmente non filtrate, non chiarificate e, soprattutto, senza solfiti aggiunti. Per due giorni ho giocato a carte, mangiato, sparato fesserie e bevuto senza soluzione di continuità per ore e ore (tanti, proprio tanti litri) e mai un po’ di mal di testa o la sensazione di averne bevuto troppo…

E poi, regalo inaspettato e straordinario, la cugina Trisa, figlia della grande za ‘Ntonetta (sorella di nonno Vincenzo e scomparsa pochi anni fa quasi centenaria), mi ha fatto mangiare, dopo quasi cinquanta anni, la Cuccìa, una specialità tipica calabrese di montagna: carne di maiale grassa con grano, formidabile!

Il mio unico cruccio è che queste terre, le mie, le frequento con troppa parsimonia, ahimè.

Calabria, la mia Terra (Calabria, home)

Io sono nato a Pietrafitta, nel rione dei Franconi, il punto più alto del paese che si sviluppa lungo una strada provinciale che congiunge Cosenza (distante circa 15 chilometri) alla Sila. Dunque, sono nato a circa 800 mslm, ma sono cresciuto in Sila, a Rovale nei pressi di Lorica, sul lago Arvo (bacino artificiale creato in epoca fascista), a circa 1.400 mslm. Ma sono al mondo perché mio padre conobbe mia madre a Cirò, sullo Ionio, paese di vino, paese di origine greca (VII sec. aC., Crimissa). Se porto le stimmate del montanaro e Gioacchino da Fiore (morto a Pietrafitta nel 1202) ha in qualche modo ispirato la mia vita, da sempre il mare e le vigne fanno parte del mio essere più intimo. Di seguito alcune immagini dei posti che mi sono cari e che ho il torto di poco frequentare.