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Paolo Monelli: Il ghiottone errante

Questo libro memorabile merita un’ampia premessa.

Scritto da Paolo Monelli – di cui su questo sito ho con dovizia trattato del suo “O.P. ossia Il vero bevitore” – e illustrato da Giuseppe Novello, è appunto dal rapporto sghembo che lega questi due alpini della Grande Guerra che parte la mia premessa. Uno, giornalista e scrittore emiliano (Fiorano Modenese), beone raffinato di capacità biblica e mangiatore altrettanto attento e competente di quantità e qualità pantagrueliche; l’altro, vignettista di nascita lombarda (Codogno) ma di origini venete, astemio e inappetente, striminzito, distratto e frugale masticatore. Ebbene, contro ogni logica salutista e dietetica, il primo campò 93 anni(1891/1984) e il secondo raggiunse le 91 primavere (1897/1988)….

L’edizione che ho letta e qui presento è per i tipi del Touring: la prima edizione del 2005 (ciò significa che il libro, straordinario per molti versi, non ha avuto il successo che merita); è un brutto oggetto: brutta la copertina, brutto il formato striminzito, brutta la carta – una patinata opaca bianchissima che affatica gli occhi – brutta la grafica e l’impaginazione, brutto il minuscolo corpo che caratterizza le note – spesse volte quasi più interessanti del testo – brutta infine la svogliatezza con cui sono disseminate e impaginate le vignette di Novello (sono circa 200 pagine per 14 €, in ogni caso ben spesi).

Il libro fu pubblicato da Treves, editore in MIlano, nel 1935 e ebbe qualche ristampa; fu ripubblicato, riveduto e ampliato, da Garzanti – che nel frattempo aveva rilevato Treves – nel 1947; c’è stata un’edizione a cura della Biblioteca del Vascello (Roma) del 1992 che riproduce la prima edizione Treves. Questa del Touring del 2005 è basata sull’edizione riveduta di Garzanti del ’47.

Il libro nasce come raccolta di articoli commissionati da “La Gazzetta del Popolo” di Torino: il giornale spedisce in giro per l’Italia i nostri sull’onda di una moda che negli anni Trenta prende corpo, originata probabilmente dalla traduzione italiana della “Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri” del tedesco Hans Barth.

Superfluo affermare che è un libro epocale per molti versi e di non adeguato successo: riporterò sul mio sito, qui e là, alcune delle citazioni che ritengo meritevoli, tra tutto il resto comunque notevole, di venire poste in risalto.