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XXVII Salone del libro di Torino, free shots

Qualche scatto qui e là, tra Caselli, Nico Ivaldi, lo stand del Vaticano, Calvino e Pivano, i bambini delle scuole, ecc.

Dalla mattinata del giovedì, appena aperto, si vede che sarà ancora – meno male! – un grande successo.

Avanti Savoia! E sempre un grazie al geniale Guido Accornero, con un ricordo speciale per l’indimenticabile Beniamino Placido.

XXVI Salone del Libro di Torino, 16/20 maggio 2013

Sono passati ormai 26 anni da quel 1988 in cui il Salone del Libro nasceva da un’idea (quanto osteggiata) dell’amico Guido Accornero. Si era ancora a Torino Esposizioni, Parco del Valentino, sul Po con la meravigliosa quinta della collina torinese a risplendere dei colori di maggio, con le narici solleticate dai profumi di primavera. Ero allora, come editore, dentro quel calderone ribollente di idee, buone e meno buone, dell’Unione Industriale: Gruppo Giovani. E gli editori associati alla Confindustria non incoraggiarono certo Accornero, anzi! Già allora era Beniamino Placido, indimenticabile, a ispirare le linee guida culturali del Salone. Seguii, 4 anni più tardi, il trasloco al Lingotto, appena realizzato come sito fieristico. Quanto scontento, quante discussioni: me ne occupai di persona in qualità di Vicepresidente e segretario dell’Aipe (Associazione Italiana Piccoli Editori), ricordo la grinta e la tigna di Milvia Carrà, oggi purtroppo non più fra di noi.

Me le ricordo tutte le edizioni del Salone del Libro, soprattutto quelle seguite come editore, almeno fino al 1997: faticosissime eppure sempre ricolme di soddisfazioni, di conoscenze, di conoscenza…

Quest’anno, malgrado La Crisi, tutto sommato mi pare che il Salone si presenti in buona salute.

Rivedere e salutare, ancora in ottima forma, Giovanna Viglongo mi riempie di grande gioia: che iddio, o chi per lui, ce la conservi a lungo e in buona salute. Giovanna simboleggia la grande valenza dei piccolo editori: è per loro che il Salone deve essere valorizzato. Soltanto qui si possono trovare titoli straordinari che le librerie, per ragioni di spazio ma anche meramente economiche, non possono offrire al pubblico. Non si vada al Salone per acquistare best-seller: quelli è meglio comprarli in libreria, sono tutti più contenti!

Mi fa piacere segnalare alcune faccende che trovo assai interessanti.

Allo stand E37 del Pad. 1 si trova il libro più interessante del Salone: Enciclopedia degli scrittori inesistenti, ed. Homo Scrivens (esilarante operazione che riporta a Borges).

Nel Pad. 3 lo stand dedicato ai 150 anni della nascita del Vate, Gabriele D’Annunzio.

Sempre nel Pad. 3, l’angolo dedicato ai libri di enogastronomia (Casa CookBook).

Da Rubbettino e nello stand della Regione Calabria (Pad. 1) si può trovare lo splendido volume di Vittorio Sgarbi dedicato a Mattia Preti, pittore calabrese mai apprezzato per quanto merita: in queste faccende Sgarbi è unico. Tra l’altro si può ammirare un quadro originale del Preti.

Segnalo infine una iniziativa che mi pare per davvero interessante: Pad. 2, stand M17, Nava Design presenta il progetto My Book: tell your story. Vale la pena visitare lo stand e conoscere questa faccenda (sotto inserisco il link per maggiori approfondimenti).

www.salonelibro.it

www.homoscrivens.it

www.navadesign.com/mybook

www.rubbettino.it

XXIII Salone del libro di Torino, Lingotto Fiere

Qui sotto alcuni scatti dell’ultima edizione, la XXIII (e ricordo il geniale Guido Accornero, col compianto Beniamino Placido, quando si iniziò nei padiglioni di Torino Esposizione, al Valentino, nel 1988): edizione deludente, con il concetto “Salone” ormai fossile inutile, testimone di un’epoca che non è più. Ma nessuno pare accorgersene, in un disagio che i più attenti percepiscono in maniera per davvero fastidiosa. Un’edizione urlata ai media come dedicata all’India in cui lo spazio fisico e culturale dedicato a un paese immenso – e geografico e storico e culturale – appare meno importante e meno interessante di uno di quelli destinati ai nostri editori più grandi o a una soltanto delle nostre regioni.

E in tutto questo enorme caos i piccoli editori sono abbandonati al loro destino. Ho scovato un gioiello e ne parlerò: la mia amica Giovanna Spagarino Viglongo, Viglongo Editore, ha da poco pubblicato un volume che contiene le preziose lettere di Norberto Bobbio indirizzate a Andrea Viglongo prima e successivamente a Giovanna e sua figlia. Un gioiello per davvero.