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I 30 anni della Bocciofila Ponchielli

Nel 1982 un gruppo di pensionati decide di ripulire dalle erbacce tre campi da bocce del comune di Torino, all’angolo tra via Ponchielli e via Bologna: quello sparuto gruppetto di uomini di buona volontà l’anno dopo costituì il nucleo fondatore dell’Associazione Bocciolfila Ponchielli. Oggi sono circa 300 soci. E’ una storia bellissima di associazionismo e volontariato: gente che si tassò per costruire una sede in muratura nel 1994 e che se la vide bruciare, senza sapere a chi dire grazie, la notte del 30 agosto del 1995. In meno di sei mesi, il 23 gennaio dell’anno successivo, e con l’aiuto soprattutto del sindaco Valentino Castellani e del compianto Domenico Carpanini inaugurarono la nuova sede. In quell’occasione ci fu una gara di solidarietà da parte di istituti bancari, bocciofile e dopolavori che contribuì a reperire i denari necessari: addirittura, i consiglieri della VI circoscrizione si autotassarono per donare un milione di lire….

In questi giorni i soci della bocciofila festeggiano il loro trentennale con il presidente e anima di questo gruppo, Bartolomeo Crosetti (insieme all’inseparabile Maria Servetti, la moglie che di fatto è colei che dal punto di vista operativo sovrintende a tutto),  che ha voluto la presenza di un vero parterre de rois: gli ex sindaci di Torino Diego Novelli e Valentino Castellani; il vicepresidente del Consiglio Regionale Fabrizio Comba, Gianfranco Porqueddu (Vicepresidente e Assessore allo sport della Provincia di Torino), il presidente della VI Circoscrizione Nadia Ponticelli, Renato Rolla (presidente provinciale dell’ANCOS) e Beppe Fossati, direttore del quotidiano Cronaca Qui.

Ero stato invitato dal dr. Giorgio Diaferia, fisiatra e medico sportivo, che ha presentato il suo interessantissimo volumetto: L’attività fisica: un bene per tutti. La platea era affollatissima e assi interessata. Apresso alle parole delle personalità (lucidissimo l’intervento di un Diego Novelli sempre acuto e attento alla storia della nostra Città), gara di bocce e libagioni ottime e abbondanti, come si conviene in questi casi.

Auguri per i prossimi trent’anni, almeno: l’associazionismo e il volontariato possono costituire un’importante chiave di volta per spingerci a uscire dalle zacchere di questo orribile momento di totale decadenza.

Ci sono valori importanti di partecipazione e condivisione da ricuperare: per consegnare a chi verrà dopo di noi un Mondo con prospettive meno tetre di quelle che oggi sono dinnanzi ai nostri occhi.