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Jacques Le Goff: Il Dio del Medioevo

 

Sto rileggendo, con grande interesse, un piccolo libro di Jacques Le Goff: Il Dio del Medioevo.il-dio-copia

È un lavoro del 2003, pubblicato da Laterza in Italia nel 2006 ed è il risultato delle conversazioni effettuate con Jean-Luc Pouthier.

Il testo è tanto breve, cento paginette scarse, quanto di straordinario interesse: in maniera sintetica e di chiaro significato, Le Goff definisce i concetti chiave dell’idea di Dio che è venuta a definirsi durante il millennio del Medioevo. E quella stessa idea  è a tutt’oggi valida.

        “Il Dio dei cristiani viene invece rappresentato; i fedeli, dal più umile contadino sino all’imperatore, possono vederlo in forma umana. A mio avviso, la decisione di Carlo Magno di ammettere le immagini nel cristianesimo latino – l’occasione è il concilio di Nicea del 787 – costituisce un punto su cui non si insisterà mai abbastanza. Così facendo egli ha preso le distanze da due atteggiamenti egualmente estremi, la distruzione delle immagini nell’un caso, l’iconoclastia, e nell’altro, ed all’opposto, la loro adorazione, il culto delle immagini, l’iconodulia. Per i cristiani latini, romani, le immagini sono uno strumento di devozione, di omaggio a Dio, ma solo Dio è suscettibile di essere adorato; non esiste un culto delle immagini nel mondo del cristianesimo latino.

         “Nondimeno, la rappresentazione di Dio, quando riguardava Dio Padre, sembra aver posto per un certo periodo dei problemi. Si tratta infatti della persona della Trinità maggiormente vicina al Dio dell’Antico Testamento, dunque al Dio tanto degli ebrei quanto dei musulmani; infatti gran parte del Corano, della religione musulmana, deriva dall’Antico Testamento. Di conseguenza, in questo che è un mondo di simboli, per rappresentare Dio Padre si è fatto a lungo ricorso non a una figura umana completa, ma ad un simbolo. L’immagine è quella della mano che esce dalle nuvole, la quale esprime al contempo natura e funzione riconosciute al Dio feudale: funzione di comando, poiché è una mano che ordina; funzione di punizione, poiché è una mano che punisce; funzione di protezione, poiché è una mano che protegge. E nel corso del Medioevo, come abbiamo già indicato, quest’ultima funzione, rispetto alle altre, diviene preponderante: Dio diventa sempre più un Buon Dio, il Buon Dio. Una reazione quanto meno parziale si produrrà nel Cinquecento con le Riforme: i riformati ritroveranno in qualche misura il dio di collera dell’Antico Testamento, ma i cattolici erediteranno questa idea del Buon Dio”.