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Il Balciana di Sartarelli

Finalmente pare si sia vicini alla DOCG anche per il Verdicchio. Era ora.

Lavorando in Ancona in un settore vicino a quello dell’enogastronomia, ho avuto la possibilità, fin dagli anni Novanta, di scoprire e seguire la grande evoluzione che ha visto un vino dall’immagine abbastanza scadente, pur assai conosciuto, raggiungere traguardi allora impensabili.

Il Verdicchio è un vitigno antico e autoctono: le solite leggende, diffuse ovunque da noi, riportano la storiella del re visigoto, Alarico, che nel 410, prima di assalire Roma, si fece una scorta di Verdicchio caricando una quarantina di muli! Ma che il grande Pietro Aretino parli bene di questo vino, già diffuso nel XVI secolo, è faccenda acclarata; e non si può parlare di vini marchigiani, senza almeno ricordare Andrea Bacci, di Porto Sant’Elpidio!

Ho bevuto (non amo il verbo “degustare”), scegliendole personalmente, 6 bottiglie di produttori diversi e annate comprese tra il 2006 e il 2008, alcuni di questi vini sono stati invecchiati in barrique, altri hanno visto soltanto acciaio. Quasi tutti sono stati vendemmiati tardivamente, alcuni con la presenza già di muffe nobili.

Sono tutti vini più che eccellenti

E poi, poi c’è il Balciana di Sartarelli: qui i miei giudizi non sono da tenere in gran conto, perché per il Balciana io nutro amore vero e gli innamorati non sono mai gente affidabile.

Questo, del 2008, presenta un colore giallo oro (non il classico paglierino con riflessi verdognoli del Verdicchio), una esplosione di sentori che non mi sento di descrivere e in bocca ti dice, semplicemente: gustami piano, a lungo, non mi dare nessuna compagnia perché sono geloso ed esclusivo, bevimi come fossi una droga…

Il Balciana è qualcosa di straordinario: 15° per un vino che abbiamo soltanto noi, in Italia e che costa poco, come tutti i vini marchigiani. E qui mi piace di fare una proposta: alcune verticali per saggiare la tenuta di questi vini a fronte di invecchiamenti anche molto lunghi.

Mio dovere è quello di ringraziare Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini.

Il Consorzio, costituto nel 1999, mi ha gentilmente fornito i vini  e il materiale di documentazione.