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E’ primavera e le viti si com-muovono

Tra marzo e aprile dai tralci sopravvissuti alla potatura secca – quella più importante – cominciano a sgorgare gocce d’acqua: è il commosso pianto della vite che sente l’arrivo della primavera e si risveglia. Ricomincia il ciclo riproduttivo e segna la fine delle potature importanti. Subito si cominciano a notare i primi gonfiori delle gemme e da questo momento in poi la pianta prenderà sempre più vigore.

E’ il miracolo del risveglio che ogni anno si ripete, grazieaddio (ma grazie soprattutto al lavoro duro e appassionato degli uomini).

Ovvio che sul pianto delle viti s’è fatta retorica, tanta. Ma è una retorica meritata, che comunque ci piace; che comunque ci avvicina ai valori primordiali e immutabili della Terra – in tutti i suoi possibili significati.

Le fotografie qui sopra sono state riprese a metà aprile nel comune di Barolo, cru Cannubi: sono vecchie piante di Nebbiolo destinate a produrre uve che saranno spremute per produrre uno dei Barolo di più grande pregio e eleganza.