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Ristorante Taverna del Teatro a Savigliano (Cn)

La piazza Vecchia, nel centro di Savigliano, fu dedicata nella seconda metà del XIX secolo a  Santorre Annibale Derossi, conte di Pomerolo, signore di Santarosa, nato qui il 18 novembre del 1783 e morto nella battaglia di Sfacteria, isola greca, l’8 maggio 1825. Questo personaggio, già sindaco della sua città e poi ministro sotto Carlo Alberto, fu un grande rivoluzionario, carbonaro, libertario e liberale: egli fu infatti uno degli ispiratori dello Statuto Albertino del 1821, subendo poi le sorti del tradimento del tentennante sovrano e dovendo espatriare (Francia e Inghilterra) per non essere giustiziato durante la restaurazione di Carlo Felice. Si arruolò volontario per la lotta di liberazione greca e morì da martire nella suddetta battaglia.

Sul lato sinistro della lunga piazza saviglianese si apre un vicolo che si chiama via del Teatro perché congiunge questa piazza alla vicina piazza del Teatro; dopo pochi metri, sulla sinistra, due o tre gradini portano all’interno di un locale grazioso, arredato con stile e particolare gusto del colore: la Taverna del Teatro.

Su questo mio sito ho parlato, bene  – difficile che si trovino delle recensioni negative fra i miei scritti: preferisco parlare in positivo e, salvo rare eccezioni, non perdere tempo con le brutture e i disgusti – del ristorante L’Osto ‘d na Volta: qui siamo in un locale assai differente, meno classico, più particolare, più attraente dal  mio personale punto di vista estetico. Ci sono andato a cena il sabato, dopo la visita alla Festa del Pane, manifestazione che ospitava una mostra dei miei lavori.

Ho trovato un posto che mi è piaciuto assai, in cui mi sono trovato a mio agio (io ho una sensibilità speciale per case, palazzi, piazze: ne percepisco sensazioni forti che a volte sono positive e a volte negative e influenzano in maniera determinante il mio umore) e ho mangiato piatti tradizionali ma cucinati in maniera impeccabile e con materie prime di qualità. Io amo la cucina tradizionale e ho apprezzato un’insalata russa e una giardiniera preparate come poche altre volte ricordo. Eccellenti i salumi, ottimi gli agnolottini del plin, come ottima la tagliata di manzo. Soltanto il vitello tonnato aveva una carne non eccezionale, pur essendo più che decoroso.

Ho assai apprezzato la delicatezza di farmi assaggiare, fuori conto, un delizioso baccalà mantecato su cui, conoscendo quello tradizionale vicentino, mi ero permesso di mostrare qualche preventiva perplessità.

Ho commesso un’unica eresia: invece di bere uno dei tanti vini piemontesi della fornitissima cantina, ho scelto l’ottimo Pinot Nero Mezcan 2009 del grande Hofstatter. E non ho sbagliato, accompagnandosi perfettamente questo vino alle preparazioni cucinarie scelte. Il prezzo? Compresa quella bella bottiglia, meno di 70€ in due: mica male…

Il locale funziona da molti anni ed è aperto tutti i giorni (il sabato soltanto di sera): è gestito a conduzione familiare (si vede e si sente), con il papà Vittorio e la figlia Martina in cucina e la mamma Beatrice a servire in sala, con la discreta cortesia peculiare di questi posti.

Sono certo di non fare  brutte figure, segnalando questo bel ristorante (poi, i gusti di ognuno sono i più diversi: ma sulla qualità non si discute).

Ristorante Taverna del Teatro – Via del Teatro, 7 – 12038 Savigliano (Cn)

 Tel. 0172 31088/393 903348

A pranzo con Angelo Gaja

Non capita tutti i giorni di essere ospiti esclusivi di Angelo Gaja: egli è un uomo che passa per essere un burbero, in realtà è soltanto una persona di grande realismo e di grande capacità di lettura degli uomini e non gli piacciono le persone banali, quelli che si atteggiano, gli adulatori e via dicendo (traduzione italiana di “quant’altro”).

Abbiamo chiacchierato in libertà per un’ora e mezza prima di recarci a pranzo nel vicino ristorante Antica Torre, da qualche anno proprio sotto il parallelepipedo medievale che marchia Barbaresco. Lì si è tra amici per una cucina che è langarola, semplice, di provata tradizione; e per bere, nessun problema: Angelo s’era portata appresso una bottiglia del neonato Barbaresco 2007.

Carne cruda a coltello, vitello tonnato e insalata russa, tajarin freschi al ragout, pollo ruspante al forno con verdure lessate e delizioso bonet. Per accompagnare chiacchiere tra amici, chiacchiere magari anche riservate, di quelle che proprio soltanto tra amici si possono fare.

Che dire, Angelo è sempre un vulcano: uno stimolo, lasciarlo parlare e infervorare sulle questioni che gli stanno a cuore.