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Geoff Dyer, Natura morta con custodia di sax

Uno dei libri più famosi di Dyer, che ha vinto il Somerset Maugham Award nel 1992 e del quale il pianista Keith Jarrett disse:

“L’unico libro attorno al jazz che ho consigliato ai miei amici. Una piccola gemma contraddistinta anche dal fatto di essere “attorno”‘ al jazz piuttosto che“sul” jazz. Se un grande assolo è definito dall’intensità con cui il suo materiale è percepito dall’autore, il libro di Dyer è un assolo.”

Dyer scrisse questo libro magnifico nel 1991 (titolo originale: But Beautifull). In Italia venne tradotto nel 1993 da Instar Libri di Torino. Lo acquistai subito (vedi immagini sopra) in prima edizione nel maggio di quello stesso anno e lo divorai.

La fotografia di copertina, celeberrima, fu ripresa da Herman Leonard (1949), si intitola: Prez. Natura morta con cappello di Lester Young.

Il libro, con i diritti acquisiti oggi da Einaudi, viene presentato dall’autore sabato 27 aprile 2013 presso il Circolo dei Lettori alle 16.00, nell’ambito del Torino Jazz Festival. E’ pubblicato nella collana Einaudi Stile Libero e costa 15 €.

Di libri di jazz e sul jazz ne ho letti tantissimi (le biografie di Mingus, B. Holiday, Duke Ellington, C. Parker, M. Davies, la storia del jazz di A. Polillo, ecc.) ma questo è di gran lunga il più bello (con alcune pagine strepitose dell’Autobiografia di Malcolm X). La sua lettura mi permise di sviluppare un grande interesse, con relativi ascolti mirati, per Lester Young che conoscevo ma non abbastanza: oggi considero questo artista inarrivabile, per davvero strampalato, il migliore, con Coltrane, tra i tanti grandi sassofonisti della storia del Jazz: seppe anticipare di un paio di decenni il genere cool e fu il maestro inconsapevole di Bird.

Se uno ama il Jazz non può non leggere questo libro strepitoso: lo consiglio, in maniera come al solito gratuita, con vivo convincimento. E magari spero di far del bene (piccolo, per carità: ma certe volte basta e avanza) a qualcuno e di esserne ringraziato, anche senza saperlo.

 

Vikram Chandra

Oggi su La Stampa si può leggere una bella intervista a Vikram Chandra – scrittore indiano di 47 anni nato a New Delhi e che vive tra Mumbai e Berkeley – condotta da Maria Giulia Minetti.

“Vikram Chandra ha scritto l’immenso, magnifico romanzo «Giochi sacri» (Mondadori), colossale ritratto della Bombay-Mumbai di oggi, che ha al centro le figure di un poliziotto e di un gangster, catalizzatori perfetti del mondo di sopra e del mondo di sotto della città e delle collusioni fra i due.

Giochi sacri è un romanzo di oltre mille pagine che si legge d’un fiato: sviluppato come un intrico di nodi, vede le storie di Gaitonde Ganesh (il gangster, ma la definizione è riduttiva), di Sartaj Singh (l’ispettore sikh di polizia), di Jojo Mascarenas e di Zoya Mirza svolgersi contorte dentro l’inviluppo abnorme della Bombay di oggi. E leggendo il romanzo tanto si comprende di quanto sulle rive dell’oceano Indiano, oppresse dall’incombente sub-continente, oggi sta accadendo: fatti che sono più nostri di quanto a tutta prima si potrebbe pensare.

E’ insolito, per me, apprezzare un autore ancora in vita e giovane per giunta: io amo la polvere della storia, mi piace riscoprire i morti o quelli che morti saranno a breve; non c’è nessun tipo di snobbismo intellettuale in ciò, è semplicemente così.

Maria Giulia Minetti purtroppo omette di dire che Vikram Chandra è stato importato in Italia da un piccolo editore torinese, Instar Libri, nel 1998: Terra rossa e pioggia scrosciante, in una edizione bellissima, fu per me una rivelazione a sensazione. Come il successivo, tradotto sempre da Instar Libri nel 1999, Amore e nostalgia a Bombay .

Fu Gianni Borgo a fondare la Instar libri che mi fece scoprire negli anni ottanta Geoff Dyer, purtroppo quel genio dell’editoria è scomparso qualche anno fa, ma la sua casa editrice ancora, con Gaspare Bona, è stata capace di portare alla luce un nobel, ignorato da tutti fino al premio, come Gustave Le Clézio.

Consiglio disinteressato: leggete i libri di Vikram Chandra e seguite la Instar Libri di Torino: gente in gamba.

3 dicembre 2008