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Luis Buñuel Portolés: Dei miei sospiri estremi

Luis Buñuel Portolés nacque a Calanda (vicino Saragozza, in Aragona) il 22 febbraio 1900 – oggi sono 112 anni – e ci lasciò il 29 luglio 1983 a Città del Messico. Scrisse questo libro già ottantenne con il suo fido sceneggiatore Jean-Claude Carrière. Il titolo originale è: Mon derniere soupir. Il libro fu pubblicato nel 1982 da Edition Robert Laffont, S.A. di Parigi e tradotto in Italia, a Milano, da SE nel 1991. La mia copia è la prima edizione (dubito che ce ne sia stata una seconda). Sono 280 pp. e costava la bella cifra di 38.000 lire. In copertina c’è il particolare di un quadro del 1904 di Dalì (La persistenza della memoria), la IV di copertina è realizzata con una fotografia di Man Ray che ritrae il regista nel 1929. E’ un libro che ho appena riletto: semplicemente strepitoso. Strepitoso come la sua vita: gli amici intimi di questo artista impareggiabile erano personaggi come Lorca, Dalì, Tanguy, Picasso, Man Ray…..

Su questo mio sito saranno in futuro diverse le citazioni che riporterò da questo libro, alcune davvero straordinarie (ci sono due poesie inedite di Lorca, tra l’altro). Personalmente, ritengo che nella storia del cinema ci siano stati tanti grandissimi registi, ma pochi sono stati gli artisti veri, almeno per come la penso io. Buñuel è tra questi, insieme con Chaplin, Fellini, Bresson, Jean Vigo, Fritz Lang, Visconti, Orson Welles, Von Stroheim, Renoir, Pasolini, Marco Ferreri e pochissimi altri. Registi immensi come Sergio Leone,  Stanley Kubrick e Hitchcock – che io prediligo – sono soltanto dei sublimi artigiani, non artisti (e qui si aprirebbe una questione troppo lunga e complessa da spiegare). Mentre non sono ancora capace di definire uno come Billy Wilder che ha realizzato un’opera immensa come Viale del tramonto (Sunset boulervard)….

Non sperate di liberarvi dei libri, J.C. Carrière e Umberto Eco

senza-titolo-1JCC: “La nozione di filtraggio di cui discutiamo mi fa spontaneamente pensare a quei vini che filtriamo prima di bere. Oggi esiste un vino che presenta la qualità di essere non filtrato. Conserva tutte le sue impurità, che certe volte portano un sapore che con un filtraggio poi si perde. Forse a scuola abbiamo assaporato una letteratura troppo filtrata, priva di sapori impuri.”

UE:”… mostro la mia collezione a pochissime persone. Una collezione di libri è un fenomeno masturbatorio, solitario, e si trovano raramente persone che possono condividere la tua stessa passione. Se possiedi dei quadri molto belli, la gente verrà da te per ammirarli. Ma non troverai mai nessuno davvero interessato alla tua collezione di libri antichi. Non capiscono perché dai tanta importanza a un libretto senza alcuna attrazione, e perché ti è costato anni di ricerche…..è un vizio solitario. Per ragioni misteriose, l’affezione che possiamo avere per un libro non è in alcun modo legata al suo valore. Ho dei libri cui sono molto legato e che non hanno un grande valore commerciale.”.

Ovvio dire che il libro in questione è non solo di grande interesse per chiunque abbia in qualche modo a che fare con i libri, ma è un gioiello creato dalle conversazioni di due intelligenze, e sensibilità, tra le più alte che oggi percorrano questo stanco pianeta. Assimilare il libro alla ruota, alla semplice e insuperabile invenzione della ruota, è uno dei tanti stimoli che abitano questo volume. Insieme a molte altre riflessioni di grande lucidità e profondità. Un libro più che interessante: direi necessario. Soprattutto a quelli come noi.