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Incontri

Succede che un sabato freddo e piovoso di fine novembre certe persone s’incontrano, alcune non si conoscono di persona e altre vengono di lontano. S’incontrano e succede che tutti sembrano vecchi amici, di quelle amicizie che s’annidano fin nelle radici e paiono vecchie di secoli.

Arte, poesia, pittura e storia sono i soggetti delle chiacchiere, a volte lievi, a volte pesanti e profonde come antri scavati nella terra da millenni da tignosi sotterfugi della natura, del clima.

E, come sempre, è il vino referente medium di queste magiche coesioni.

Si comincia con un Kerner dell’Alto Adige in una storica piola del centro di Torino; si prosegue con una Ribolla Gialla friulana in uno dei bar più belli d’Italia. E poi si và giù, quasi in Langa ma ci fermiamo prima, nel più selvaggio Roero, a Praolormo: ristorante Re Carl. E qui una Barbera d’Alba 2007 (15%vol.) di Vincenzo Calorio scalda gli animi e avvicina più ancora uomini di buona volontà.

Si finisce, in gloria, a casa mia con un Barolo 2007 Vigna Rionda degli amici Anselma di Serralunga: cos’altro può esserci di meglio nella vita?

I nomi? Contano poco o punto…..

Pranzo e vini di Natale 2010

Le tradizioni nel nostro pranzo di Natale e, importante, i vini che narrano terre d’Italia: Alto Adige, Piemonte, Toscana e Sicilia. Mia moglie Margherita, cuoca eccellente (ispirata da un marito come me che è un grande rompiballe, mai soddisfatto e dunque donna paziente e comprensiva, oltre che cuoca scrupolosa…) ha preparato un paté di fegatini di pollo (dove burro e brandy sono ingredienti fondamentali) con gelatina delicata, insalata di mare con olive nere, sedano e patate, prosciutto toscano e capocollo al peperoncino calabrese come antipasti accompagnati da un Alto Adige Valle Isarco Kerner dell’Abbazia di Novacella del 2009.

Agnolottini con carne di manzo al sugo d’arrosto, accompagnati con la Barbera Superiore del Monferrato Perlydia 2004, Cantine Valpane dell’amico Pietro Arditi.

Arrosto di cinghiale, marinato con vino bianco (delicatissimo, proprio per questa piccola accortezza) e contorno di passato di mele, patatine dolci e cipolline stufate per dare una ragion d’essere al Rennina 2004 di Pieve di Santa Restituta dell’amico Angelo Gaja.

La Malvasia delle Lipari di Carlo Hauner 2007 (sublime, pur con qualche difetto su cui si potrebbe discutere a vanvera, bevendola di gusto) ha accompagnato i tradizionali struffoli calabresi, i datteri freschi, i licis, la frutta secca, le palline di castagne di gloriosa tradizione della famiglia Canavesio (una tradizione torinese: pasta di castagne bollite, impastata con burro e rhum – Pampero –  ricoperte di cacao semplicemente deliziose).

Che magnifica goduria a unificare, nel segno del 2011 e del 150° anniversario della nascita della nostra Patria, territori italiani tanto lontani e tanto diversi eppur compagni prima che fratelli.