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La casta del vino, replica degli autori

Mi pare doveroso pubblicare la replica degli autori alla mia recensione, negativa, del loro libro. E’ una replica civile che ospito volentieri, consapevole del fatto che oggi, più che mai, sia doveroso accettare un contenzioso quando questo rimane nelle righe dell’educazione all’accettazione della differente osservazione prospettica, pur rimanendo fermi nelle proprie posizioni.

Gentile Vincenzo,
dopo la pubblicazione di “Vino e bufale” e “La casta del vino” abbiamo ricevuto molte critiche positive, qualcuna entusiastica, da parte di persone che li avevano letti, ma anche numerosi insulti.
Fino ad oggi potevamo vantarci del fatto che dei nostri libri avevano parlato male solamente persone che non avevano prima avuto la cortesia di leggerli.
Oggi finalmente, grazie a lei, possiamo vantare la nostra prima “stroncatura consapevole” de “La casta del
vino”. Noi rispettiamo tutte le opinioni, ma qualche precisazione nello specifico le chiediamo di concedercela.
1 – La molecola dell’alcol etilico – tossica, cancerogena e classificata tra le droghe – è proprio la stessa sia che la si assuma tramite vino, che tramite birra o altri alcolici. Si fidi, è proprio così, nessun integralismo, anzi un po’ di dispiacere, almeno per uno dei due autori che, qualche volta, indulge al piacere di un “buon” bicchiere di vino, ben sapendo tuttavia che si tratta di un piacere a rischio (sig!, anche quello di un solo bicchiere).
2 – La nostra lettera aperta ad Antonella Clerici è un pretesto per mostrare come in Italia si concedano gratuitamente spazi pubblicitari anche importanti al vino (gli altri prodotti commerciali la pubblicità se
la devono pagare). All’Antonellina nazionale potremmo associare il fedele Brunello Vespa, come il telegenico professor Calabrese e tanti altri eredi degli albori della Prima Repubblica, quando tanti favori ai tanti coltivatori della vite portavano tanti voti.
3 – Riguardo al Presidente Napolitano noi ci riferiamo ad uno specifico episodio, in cui il Presidente avrebbe bevuto vino e grappa poco dopo aver avuto un malore ampiamente e impietosamente documentato dai media: questo è un comportamento a dir poco imprudente, soprattutto in un uomo anziano, che, come le può confermare qualunque persona abbia un minimo di conoscenze mediche, non dovrebbe mai consumare alcolici e tanto meno in quelle condizioni .
Approfittiamo per complimentarci con Lei per l’uso artistico che ha saputo inventarsi del vino: sicuramente a Lei male non fa, se non lo beve, e potrebbe essere un utile esempio, e le porgiamo un caro saluto.
Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada