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Norberto Bobbio Andrea Viglongo Un Filosofo Un Editore Una Città

Norberto Bobbio Andrea Viglongo

“Un Filosofo un Editore una Città”

Viglongo Editore – Coll. Sotto la Mole

pp. 282, € 20.00

“[…] Come vedete, la nostra vita è fatta di mille connessioni: e una rete intricatissima di rapporti con gli uomini che abbiamo incontrato, con le cose che abbiamo avuto o desiderato o respinto. Di questi infiniti rapporti la maggior parte nascono e muoiono in quella contingenza assoluta che è la storia universale in cui, per quanti sforzi si facciano, non si riesce a trovare alcun senso. Ma alcuni si salvano dalla impenetrabile casualità del mondo e contribuiscono a dar un senso alla nostra vita, a rappresentare qualche cosa che assomiglia (dico «assomiglia», non dico «è») a un destino.

[…]Scrittore della memoria significa che si scrive per salvare qualche cosa del passato, perché salvare il passato vuol dire salvare un po’ anche noi stessi che di quel passato siamo i continuatori, e impedire che la storia umana sia un turbine dove tutto si mescola e si confonde, impedire che coloro che abbiamo amati siano travolti da questo turbine. […] Ricordare e lasciare qualche traccia perché gli altri che verranno dopo di noi non dimentichino.

Con queste parole – che sono le nostre, che sono di tutti – pronunciate da Norberto Bobbio a Monastero Bormida il 10 maggio 1981, in occasione dello scoprimento della lapide in memoria di Augusto Monti, si chiude questo magnifico volume che ho avuto l’onore di ricevere in omaggio da Giovanna Spagarino Viglongo in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino.

Io mi considero un fortunato: nel tratto di strada che il buon dio, o chi per lui, mi sta concedendo di percorrere ho avuta la ventura di conoscere persone straordinarie; Giulio Einaudi, Gianni Merlini, Mario Lattes, Luciano Gambaudo, Franco Panini: Editori e persone irripetibili. Ma sono assai lusingato di aver avuto in sorte di conoscere e frequentare due Donne che nella storia editoriale torinese, italiana e europea rappresentano figure ineguagliabili: Bianca Tallone e Giovanna Spagarino Viglongo, speriamo di poter godere della fortuna di averle ancora a lungo tra noi a perpetuare una memoria che ormai soltanto esse serbano con cura.

Questo libro è una sorta di sinossi di tutta la storia, e di vita e editoriale, di Giovanna e della Casa Editrice: per tramite delle parole sempre lucide, ma qui anche dolci e malinconiche, del grande filosofo (sono un corpo di 24 lettere) si ripercorre la nobile vicenda di questa impresa unica.

Occorre ricordare la figura gigantesca di Andrea Viglongo, amico e allievo di Antonio Gramsci – con lui nella breve stagione de “L’ordine nuovo” –  cui ebbe in sorte di presentare il suo quasi coetaneo e compagno di scuola Piero Gobetti.

Il suo racconto del bidello della scuola Pacchiotti, Natale Viglongo – padre di Andrea – da solo meriterebbe l’acquisto di questo libro. Eppoi si ripercorrono i sentieri, noti agli appassionati e agli specialisti, ma non così conosciuti da un pubblico oggi distratto da mille faccende inutili di cui non si conserverà memoria alcuna: le vicende di Emilio Salari e sua moglie Ida; le poesie in piemontese di Nino Costa e Giovanni Arpino; e Pinin Pacòt e Alberto Viriglio…storie legate a filo doppio con le edizioni dell’Almanacco che è scrigno prezioso di memorie altrimenti cancellate. Voglio ricordare qui una figura che oggi, nelle zacchere viscide e umilianti in cui ci ritroviamo a essere invischiati, è affatto dimenticata: Luigi Firpo, un Gigante, una Coscienza storica che tanto ci manca.

Grazie, Giovanna e che il signore (o chi per lui) ti conservi la vista.