Posts Tagged ‘Le Tivie’
Da Gegè Mangano, incontri tra galantuomini

Nel lungo giro (quasi 4.000 km.) che quest’anno ha caratterizzato le mie vacanze, per la verità vacanti di noia soltanto e per il resto ben zeppe di tanta roba, e che mi ha portato a incontrare amici e parenti tra la Toscana, Roma, il Gargano, la Calabria e le Marche, non poteva mancare la rituale visita all’amico Gegè Mangano, al suo Li Jalanuùmene e allo splendido paese di Monte Sant’angelo.

Ci siamo andati a colazione il 5 agosto, un lunedì di abbagliante luminosità, progettato apposta per dare risalto ai bianchi infiniti di questo paese medievale fatto di scale e di lucido tufo. Avevo inaugurato la giornata con un’ora di tennis assassino con Silvio, il maestro di Manfredonia con cui qui gioco ormai da anni. Ero esausto.

La secentesca piazza De Galganis, l’olmo, l’avanzo del chiostro cui è addossato il dehors del ristorante e la cucina di Gegè mi aspettavano misericordiosi e riposanti. Insieme con la verve implacabile di Gegè.

Della sua cucina ho parlato tante volte e non basta mai: le immagini qui sopra costituiscono ampia testimonianza: peccato manchino gli odori e i sapori (sono ghiottissimo della sua cicoria con crema di fave e pane tostato). I vini sono come al solito eccellenti: soltanto pugliesi e devo citare Il Falcone Riserva 2007, DOC Castel del Monte, prodotto da Rivera. Un uvaggio di Nero di Troia (70%) e Montepulciano per un rosso di notevole struttura e buona eleganza.

A Gegè ho portato in omaggio il mio ultimo libro (Di vino e d’altro ancora) appena uscito e che contiene un capitolo a lui dedicato. E Gegè mi ha fatto incontrare due belle persone: Roberto e Maria Rosa, romani.

E gli incontri mai avvengono per caso.

Roberto Di Paolo è un signore, di professione editore, che ha fatto parte del comitato elettorale di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, e che mi ha parlato di una piccola ma assai interessante iniziativa. Durante la campagna elettorale, invece dei soliti gadget inutili, sono state usate come omaggio delle bottiglie di vino laziale. Lo slogan, riportato sulla bottiglia: “Immagina una regione a Km 0“. Maria Rosa è stata così gentile da rendermene una in omaggio.

Tornato a Torino e lasciata riposare la bottiglia dalle fatiche e gli sbattimenti del lungo viaggio, ho provveduto a compiere il suo destino (il nobile destino di ogni buona bottiglia): me la sono bevuta, ma con intenti professionali. Ci ho messo due giorni, come al solito.

Colore giallo paglierino intenso, al naso profumi erbacei intensi e al palato gusti di mandorla e di resine che restano a lungo in gola per 13% vol. di alcol. Un gran bel bianco a IGT Lazio, Le Tivie, prodotto dall’A.A. Fratelli Masci; sulla retro-etichetta nessuna indicazione del o dei vitigni e alla memoria delle mie conoscenze organolettiche non veniva alcuna indicazione particolare.

E allora mi sono armato di santa pazienza e ho cercato il produttore, che non possiede un sito web, mannaggia! Dopo alcune telefonate sono riuscito a parlare con Riccardo Masci, finalmente. E ho dipanato la matassa, con lieta sopresa: Le Tivie è un bianco prodotto in 12.000 bottiglie nella zona di Olevano Romano (Cesanese DOC) da un uvaggio di Bellone (70%) e Ottonese (30%), antiche uve autoctone  laziali. Straordinario: sono anni che vado predicando che è giunta l’ora che il Lazio si presenti sulla scena nazionale e internazionale con la qualità notevole dei suoi vitigni e finalmente qualche produttore comincia a venir fuori.

Se poi qualche politico illuminato, vero Nicola Zingaretti? ci mette del suo, ancora meglio. Tutto questo mi fa felice.

Il vino costa pochissimo: non dico il prezzo per decenza e perché molti penserebbero a un prodotto di scarsa qualità…Ancora due parole su questa cantina (che, detto per inciso, ha già venduto l’intera produzione dello scorso anno! Saranno i prezzi bassi, sarà il vino buono…): sono 11 Ha di proprietà e un paio in affitto ed è attiva dal 1952.

Per concludere, ho sentito Maria Rosa e Roberto per avere qualche notizia in più e, tra l’altro, discutendo di prodotti a km 0 hanno provveduto a informarmi che in Roma oggi esistono diversi mercati rionali con prodotti tipici. Forse è venuto il momento che un certo tipo di sensibilità e di attenzione a come ci si alimenta sta conquistando schiere sempre più numerose di consumatori.

E’ un bene per tutti.