Posts Tagged ‘Leonardo Vaira’
Loc. Masseria Mattinatella, Mattinata (FG): camping Fontana delle Rose. Un piccolo sogno che dura da quasi 40 anni.

Ci arrivai la prima volta nell’agosto del 1972: ero con Nicola Silvano e la sua Fiat 850 coupè bianca e una tendina canadese. Avevo 18 anni. Allora era soltanto un campeggio di fortuna inventato all’ombra degli olivi centenari della piana alluvionale pleistocenica, letteralmente zeppa di selci preistoriche a testimonianza della presenza dell’uomo fin dal paleolitico antico (tracce forse anche più vecchie di 500.000 anni) che si è protratta senza soluzione di continuità in epoca neolitica, dauna, romana e medievale (epoche tutte testimoniate da resti in loco). Località baciata dagli dei per la presenza di una ricca macchia mediterranea con flora e fauna tipiche e una spiaggia che pare creata per l’uso esclusivo – tramite una scala creata apposta e il letto, secco d’estate, del torrente che ha contribuito a formare la piana alluvionale – di chi sta sopra la falesia e sotto gli olivi, e altrimenti accessibile soltanto dal mare.

Oggi l’antico, rustico, indimenticabile camping degli anni settanta è diventato quasi un villaggio turistico con molta gente che arriva dai dintorni pugliesi e affezionati che provengono invece dal nord e dalla Germania. Da qualche anno si cominciano a vedere genti dell’est: polacchi, romeni, qualche bulgaro.

Sulla spiaggia, a 3 metri dalle onde, Tonino da trent’anni ha costruito una specie di ristorante a conduzione familiare che cucina soltanto pesce pescato fresco tutti i giorni nei fondali assai pescosi dei dintorni.

Qualcosa, si capisce, con gli anni s’è rovinato (non voglio entrare in particolari sgradevoli da raccontare), ma il posto resta incantevole e per davvero di tutto riposo e ricreazione (nel senso letterale del termine).

Se questa località vi incuriosisce, c’è un bel sito dal quale si possono ricavare tutte le informazioni necessarie e si può anche prenotare un soggiorno (le offerte sono molte e tutte vantaggiose). Chiedete di Leonardo Vaira e dite che vi mando io: può essere che siate trattati con maggiore attenzione e riguardo.

www.fontanadellerose.it

Vincenzo Reda

1989 Fontana delle Rose, come eravamo….4

Da sin. io, Leonardo e Cristiano

Questa fotografia è stata ripresa nell’agosto del 1989, più o meno dove oggi sorge il ristorante di Tonino (allora era situato dove oggi c’è quello del fratello Raffaele). Si vede in alto a sinistra il rudere della caserma della Guardia di Finanza, meglio di oggi con lo scempio che qualcuno ha compiuto.

Io correvo ancora le maratone (in meno di 3 h!), pesavo 8/9 kg di meno ed ero Vicepresidente dei Giovani Industriali della Confindustria a Torino. Ero ancora perdutamente innamorato di Paola che mi aveva appena lasciato (che fortuna ho avuto: io l’avrei sposata e mi sarei fatto un gran male).

Allora non era ancora scoppiata la moda dei tatuaggi e io ero uno dei pochi ad averne uno di significato vero e non per scimmiottare – da tamarri – i calciatori, come usa oggi. Leonardo, 24 anni era appena sposato e l’ing. Borrelli non lavorava ancora a Monaco, non era ancora un top manager internazionale e stava ancora con Margherita (che scattò la foto): anche a lui è andata alla grande, la lasciò per sposare Brigitte!

Chissà dove avevo trovato quell’incredibile paio di occhiali! E chissà se, pur avendo già pubblicato un libro, avrei potuto immaginare quello che sta accadendomi oggi, alla vigilia – dopo altri tre libri – dell’uscita con Newton Compton del lavoro che questo grande editore mi ha commissionato e che ho finito a giugno: titolo e argomento sono ancora riservati!

 

Personaggi

In questa galleria di immagini sono presenti alcuni tra i più significativi personaggi che hanno accompagnato molti decenni di estati trascorse sul Gargano.

C’è Giovanni detto “Tinghe-tanghe” (per via della zoppia del padre), orfano dell’ultimo dei suoi muli (si chiama Antonio e ha preso il posto di molti muli chiamati Matteo); Giovanni abita una masseria a mezza costa che funziona ancora come un secolo fa: senza corrente elettrica e con l’acqua di pozzo. Giovanni racconta una storia incredibile secondo la quale egli sarebbe il fratellastro di Lucio Dalla: la vicenda è verosimile… C’è il piccolo Matteo, il braccio armato di Antonio Vaira, oggi quasi ottantenne, che si occupa degli olivi e li cura e li conosce come pochi altri, forse, al mondo. C’è il vecchio e saggio Antonio che si ostina a guidare una Fiat Uno che, molti anni fa, probabilmente somigliava a un’auto.

E c’è Tonino: una storia. Pescatore che vendeva quarant’anni fa bibite sulla spiaggia, ha creato il piccolo mito del ristorante “Da Tonino”: a due metri dal mare, la moglie cucinava le orecchiette, le cozze e i cefali come nessuno nel raggio di decine di chilometri. Oggi non lavora quasi più: si occupa dei numerosi nipoti, tutti incredibilmente somiglianti, e sorveglia il lavoro di figli, figlie generi, nuore e nipoti. Si mangia ancora come nella tradizione di famiglia, a due passi dal mare. E si beve un ottimo vino sfuso, nero di Troia che viene da Cerignola. Da Tonino vengono a mangiare, arrivando dal mare, da tutto il Gargano. Con Tonino da sempre parliamo di polipi e cefali e spigole e saraghi e seppie e ombrine: s’informa sempre su come sono andate le mie battute di pesca.