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In cosa crede chi non crede? Carlo Maria Martini, Umberto Eco

ecomartini

Oggi, 31 agosto 2012, se n’è andato Carlo Maria Martini, professione Cardinale. Un uomo grande, a prescindere. Tempo fa avevo recensito un librino stupendo, riporto quelle righe per onorare una grande mente, un grande uomo.

Questo librino è parte di una collana che il periodico Liberal di Ferdinando Adornato pubblicava nella seconda metà degli anni novanta. Quello qui riprodotto è la terza edizione del 1998 (la prima del 1996) di un magnifico carteggio tra il cardinale Carlo Maria Martini e Umberto Eco: contiene delle perle autentiche, riferibili soprattutto a temi di grande profondità trattati con l’acume, la cultura, la franchezza di due autentici giganti del pensiero dei nostri mala tempora.

Riporto una citazione del cardinale Martini e un intervento, struggente nella sua pulizia e franchezza, di Indro Montanelli.

 

“Ma vorrei ricordare una parola di Italo Mancini in uno dei suoi ultimi libri Tornino i volti, quasi un testamento: «Il nostro mondo, per viverci, amare, santificarci, non è dato da una neutra teoria dell’essere, non è dato dagli eventi della storia o dai fenomeni della natura, ma è dato dall’esserci di questi inauditi centri di alterità che sono i volti, i volti da guardare, da rispettare, da accarezzare»”. (giugno 1995 Carlo Maria Martini).

Raramente ho avuto la fortuna di leggere cose così semplici, così profonde, così vere da essere, come sempre, ignorate da quasi tutti.

“Lo confesso: io non ho vissuto e non vivo la mancanza di fede con la disperazione di un Guerriero, di un Prezzolini, di un Giorgio Levi della Vida (per limitarmi alle vicende dei miei contemporanei, di cui posso rendere testimonianza). Ma l’ho sempre sentita e la sento come un’ingiustizia che toglie alla mia vita, ora che ne sono al rendiconto finale, ogni senso. Se è per chiudere gli occhi senza aver saputo di dove vengo, dove vado, e cosa sono venuto a fare qui, tanto valeva non aprirli.

Spero che il cardinale Martini non prenderà questa mia confessione per una impertinenza. Almeno nelle intenzioni, è soltanto una dichiarazione di fallimento.”.

(febbraio 1996 Indro Montanelli).