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Le frutta d’autunno

Abbandonati i mari del rigoglioso nostro amato Sud, abbandonati i suoi pesci, i suoi crostacei, i suoi frutti; abbandonati i sapori forti della macchia mediterranea, i suoi odori penetranti e i colori abbacinanti, ci accoglie il nord delle abitudini e il settembre dei ritorni usati e delle sempre faticose ripartenze incognite. E ci accoglie l’autunno con le sue frutta che amiamo più d’ogni altra stagione: i funghi, reali e porcini; i fichi d’india, l’uva.

Un’insalata di reali crudi – olio delicato (magari ligure o del Garda), un poco di limone e una spolverata di prezzemolo – un bicchiere di Chianti spremuto dall’amico Marco Filippello, un paio di fichi d’india dolcissimi e un grappolo d’uva: cosa chiedere di più alla Vita?….amici sinceri con cui dividere le frutta che la Natura generosa, rispettata da uomini per bene che attendono con passione al loro lavoro antico, ci regala, fuor d’ogni retorica e alla faccia di chi non sa godere delle cose semplici.

Azienda Poggiosecco di Cerreto Guidi (Fi)

Marco Filippello l’ho conosciuto al Wine Festival di Merano, salvo poi scoprire che abita a pochi metri da casa mia nel centro di Torino.

Marco produce vino e olio nel Montalbano, territorio  situato tra Empoli e Firenze, a Cerreto Guidi, due passi da quel Vinci che dette i natali a un certo Leonardo, appassionato di cucina e proprietario di una vigna di un ettaro scarso nel centro di Milano (gliela donò il Duca Ludovico il Moro nel 1499) di cui ancora vi sono tracce nel giardino di Casa degli Atellani al numero civico 65 di corso Magenta.

L’azienda Poggiosecco, 12 ettari di vigne e 4 di oliveti, produce vino e olio con metodi biologici certificati.

L’olio è strepitoso a un prezzo, bisogna ricordare che siamo in Toscana e non in Puglia, molto conveniente (intorno ai 12 euri). Ovviamente si parla di un extravergine spremuto a freddo, molito entro le 24 ore della raccolta a mano. Le varietà sono i classici Leccino, Moraiola, Frantoiana.

Per quanto riguarda il vino, il prodotto di punta è il Chianti Anorà riserva (oggi è in vendita il millesimo 2006): un Sangiovese in purezza di buon corpo, con tannini morbidi e una giusta persistenza: non ha, grazieaddio, visto legno e ha un prezzo davvero onesto (siamo tra i 6 e gli 8 euri!). Buoni tutti gli altri vini bio, ottimo il Poggiosecco: un Chianti classico con Canaiolo, Colorino e Malvasia a tenere compagnia al Sangiovese.

Siamo a scrivere di un’azienda seria che produce vini corretti e li vende a prezzi più che buoni: il vino non necessariamente deve essere sempre al top. Dovrebbe invece essere sempre corretto, onesto, nella tradizione e venduto al prezzo giusto.

http://www.poggiosecco.it/