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José Saramago, Caino

“Circa tre giorni prima, non più tardi, il signore aveva detto ad abramo, padre del ragazzino che trasporta sulle spalle il fascio di legna, Porta con te il tuo unico figlio, isacco, al quale vuoi tanto bene, recati nella regione del momte moria e offrimelo in sacrificio su uno dei monti che ti indicherò. Il lettore ha letto bene, il signore ha ordinato ad abramo di sacrificargli proprio il figlio, e tutto con la massima semplicità, come chi chiede un bicchiere d’acqua quando ha sete, il che significa che era una sua abitudine e ben radicata. La cosa logica, la cosa naturale, la cosa semplicemente umana sarebbe stata che abramo avesse mandato il signore a cagare, ma non è andata così…..Vale a dire che, oltre che figlio di puttana quanto il signore, abramo era decisamente un bugiardo, pronto a ingannare chiunque con la sua lingua biforcuta che, in questo caso, secondo il dizionario privato del narratore di questa storia, significa traditrice, perfida, fraudolenta, sleale e altre meraviglie del genere.”

“La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui.”

“Ora, il signore si nasconde in colonne di fumo, come se non volesse farsi vedere. Nella nostra opinione di semplici osservatori degli avvenimenti si vergognerà di qualche figuraccia che ha fatto, come nel caso dei bambini innocenti di sodomia che il fuoco divino arrostì”.

145 pagine di ironia a toccare, stravolgendole (ma mica poi così tanto), le storie della Bibbia: l’ultimo scritto di Josè Saramago prima della sua dipartita da questo mondo è un regalo prezioso che costa soltanto 15 € da Feltrinelli. Curiosità: chi scrive i testi dei risvolti di copertina non legge quello di cui scrive. “…il destino di Caino è quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell’umanità”: Saramago invece ci racconta che fu la prodigiosa amante Lilith a regalare a Caino il migliore asino delle sue scuderie.

Saramago mi ha permesso di ricordare, tra l’altro, il massacro di Bèzier del 1219: il legato pontificio Arnaud Amaury, non potendo distinguere gli eretici dai buoni ortodossi disse la frase famosa: “Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius (Ammazzateli tutti! Il Signore riconoscerà i suoi)”….Le religioni – tutte – sono fatte dagli uomini e sono come gli uomini: a volte buone, a volte cattive, a volte né buone né cattive.