Posts Tagged ‘Matteo Renzi’
Vinitaly 2014

I numeri di quest’ultima edizione del Vinitaly sono, in tutta franchezza, impressionanti!

4.100 espositori di 80 paesi per un’area di oltre 100.000 mq.

155.000 visitatori (+6% rispetto alla scorsa edizione) di cui 56.000 buyer stranieri, con tedeschi e americani quasi appaiati al primo posto e seguiti da inglesi, canadesi, russi…

L’intervento del Capo del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, è stato un ulteriore valore aggiunto, così come le presenze di Maurizio Martina (Agricoltura), Giuliano Poletti (Lavoro) e Angelino Alfano (Interni). Chiaro che questa trionfale 48° edizione fa da prologo beneaugurante  al prossimo Expo 2015 (Vinitaly ne curerà il settore specifico). E speriamo tutti che il Nostro sbilenco Paese ritrovi una postura che gli sia più consona….

Per quanto mi riguarda, a parte le questioni strettamente legate alla professione (un paio di faccende piuttosto importanti), i miei Vinitaly sono identificabili con gli incontri con i miei amici e qualche sorso, gustato finalmente insieme, dei loro spesse volte portentosi vini. Nelle fotografie sopra la documentazione esplicita di ciò, senza citare nello specifico nessuno in particolare, ma con la riflessione che ormai ho eletto a mio campo-base lo stand Du Cropio di Giuseppe Ippolito, ma qui la faccenda attiene alle radici, e con le radici né si ragiona, né si può venire a patti….

Renzi, perché

Domenica, 8 dicembre 2013: una giornata luminosa, neanche troppo fredda. Mattina, esterno giorno: mi reco verso le 10.45 per dare il mio contributo elettorale, da non iscritto al Partito, a Matteo Renzi. Gran coda, ma non posso votare perché ho dimenticato il certificato elettorale. Boia faus!!

Con tigna, ci riprovo verso le 18.30: via Botero, una traversa di via Garibaldi a Torino, centralissima. Mi metto in coda, una coda intrecciata di giovani, anziani, gente che si nota abbiente e gente che si nota con parecchi problemi. Qualcuno che parla di una serata trascorsa a giocare a poker in famiglia…

Mi tocca aspettare almeno mezz’ora. E poi, dopo aver chiesto il permesso di scattare delle fotografie, metto la mia X sul nome di Matteo Renzi.

Perché?

Non penso che Mattei Renzi sia il meglio. Penso che Matteo Renzi sia il meno peggio. Penso che sia giusto fidarmi di uno che ha il coraggio di metterci la faccia e che ha circa quarant’anni. Penso che sia giusto dare una chance a uno che ha voglia di fare e che, pur da buon “politico” quale sembra, sa mettersi in piazza senza ululare e senza proclamare d’essere “la soluzione“. Penso che sia giusto mettere le mie speranze nelle mani di uno che mi promette soltanto il suo impegno.

E che iddio, o chi per lui, ci assista. Ne abbiamo bisogno!

Dedicato al mio papà e a mio nonno Vincenzo,  montanari calabresi che, quando c’era da votare, indossavano la rara cravatta rossa e si recavano, orgogliosi, al seggio. In Calabria e poi a Torino…

Ho votato

Sono un vecchio anarchico di quelli romantici che credono nell’individuo e nella sua imprescindibile libertà. Libertà che finisce dove comincia la libertà dell’Altro. Anarchico come il vecchio, caro Gino Veronelli.

Ho cominciato a votare nei miei complicati anni Settanta: radicale, appresso alle nobili battaglie di Pannella e Bonino. Dopo   la drammatica cesura del ’92 ho votato quasi sempre socialista, a volte liste a carattere ecologista: mi riusciva difficile assistere al tramonto, immeritato e antistorico, delle nobili idee socialiste.

Sotto una nevicata che pare quasi simbolica, oggi ho votato PD, sia alla Camera sia al Senato: più che turandomi il naso, tappandomi il buco del culo. Sul mio certificato elettorale, questa è la mia 17° azione di voto e i numeri rappresentano sempre qualcosa di particolare…. Non mi pare di aver tradito il mio giuramento giovanile (23 agosto 1968, ero in Sila in casa di mio nonno Vincenzo, comunista verace della prima ora): mai voterò per i comunisti!

Ho partecipato alle primarie appoggiando Matteo Renzi: e il PD, ormai partito vecchio e conservatore, ha perso una grande occasione per aprire i propri orizzonti (se ne sono resi conto un paio di settimane fa, ormai tardi). Ma almeno gente che ha fatto danni gravi s’è messa da parte: D’Alema, Veltroni….

Ho votato PD perché non voglio più vedere in giro certe facce: Berlusconi & Co, per intenderci. E ho votato PD perché non mi fido di Monti, di Ingroia, di Giannino.

E non mi fido di Grillo: la rabbia serve per la rivoluzione, non per governare. Per governare non basta l’onestà. Ci vuol anche statura etica, competenza, progettualità, capacità di mediazione, coraggio civile.

Spero che gli uomini che rappresenteranno il Movimento 5 Stelle nel Parlamento della Repubblica si faranno garanti, soprattutto per  i cittadini che rappresentano, di esercitare un controllo propositivo nei confronti dei loro più smaliziati colleghi. E che sappiano farsi apprezzare per l’apporto costruttivo di proposte riformiste.

Sperare è doveroso.