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L’essenza del cibo

http://www.fattoria-casabianca.it/it/azienda/prodotti/extravergine-casabianca2

L’olio me lo ha mandato il mio amico Patrick Spencer, californiano di nascita (di Sacramento, la capitale) e ormai toscano d’adozione: in questo periodo una delle mie massime aspirazioni alimentari è data dalla possibilità di gustare l’olio appena franto: tra un mese, come ben sanno soprattutto i toscani, avrà un altro sapore e i profumi non saranno più quelli, straordinari, di questi giorni.

Quest’olio è spremuto da Aldo Liquori (che non conosco personalmente) dalle olive maturate nei suoi circa dieci ettari di olivi posti a circa 340 mslm in località Bùcine, Val d’Ambra, in provincia di Arezzo. La sua composizione è costituita dalle varietà Frantoio 75%, Leccino e Moraiolo 10% e Pendolino 5%, si chiama Poggio al Sole ed è un olio di aromi straordinari e di altrettanto eccellente palato; piuttosto fine ed elegante rispetto a certi olii toscani, non presenta quelle note piccanti che a certi buongustai possono recare fastidio. Nella Fattoria Casabianca si producono anche vini (17 ettari) a base Sangiovese e Trebbiano, con Merlot e Chardonnay: pare siano ottimi e certo bisognerà valutarli, se la qualità è quella di quest’olio sopraffino….

Gustarlo sopra una frisella (o una fetta di pane vecchio di qualche giorno) in compagnia di origano (del Gargano), sale (dell’Himalaia) e aceto di produzione personale (la mia è una ricetta complicata) per me rappresenta il massimo dell’essenza del cibo. E poi, chiaro, un Nebbiolo come si deve: per esempio il daBatié (da battezzare, letteralmente, in piemontese) 2011 di Gianni Gagliardo. Niente di meglio!

Azienda Poggiosecco di Cerreto Guidi (Fi)

Marco Filippello l’ho conosciuto al Wine Festival di Merano, salvo poi scoprire che abita a pochi metri da casa mia nel centro di Torino.

Marco produce vino e olio nel Montalbano, territorio  situato tra Empoli e Firenze, a Cerreto Guidi, due passi da quel Vinci che dette i natali a un certo Leonardo, appassionato di cucina e proprietario di una vigna di un ettaro scarso nel centro di Milano (gliela donò il Duca Ludovico il Moro nel 1499) di cui ancora vi sono tracce nel giardino di Casa degli Atellani al numero civico 65 di corso Magenta.

L’azienda Poggiosecco, 12 ettari di vigne e 4 di oliveti, produce vino e olio con metodi biologici certificati.

L’olio è strepitoso a un prezzo, bisogna ricordare che siamo in Toscana e non in Puglia, molto conveniente (intorno ai 12 euri). Ovviamente si parla di un extravergine spremuto a freddo, molito entro le 24 ore della raccolta a mano. Le varietà sono i classici Leccino, Moraiola, Frantoiana.

Per quanto riguarda il vino, il prodotto di punta è il Chianti Anorà riserva (oggi è in vendita il millesimo 2006): un Sangiovese in purezza di buon corpo, con tannini morbidi e una giusta persistenza: non ha, grazieaddio, visto legno e ha un prezzo davvero onesto (siamo tra i 6 e gli 8 euri!). Buoni tutti gli altri vini bio, ottimo il Poggiosecco: un Chianti classico con Canaiolo, Colorino e Malvasia a tenere compagnia al Sangiovese.

Siamo a scrivere di un’azienda seria che produce vini corretti e li vende a prezzi più che buoni: il vino non necessariamente deve essere sempre al top. Dovrebbe invece essere sempre corretto, onesto, nella tradizione e venduto al prezzo giusto.

http://www.poggiosecco.it/