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José Argüelles, Il Fattore Maya – La Via al di Là della Tecnologia

Di libri ne ho tanti – diverse migliaia – e tanti ne ho letti: uno come questo mi mancava, per davvero!!

«Pacal Votan viaggia attraverso la “Dimora dei Tredici Serpenti”, un riferimento al passaggio intergalattico tramite il Kuxan Suum. In quanto fibra vitale galattica, sarebbe naturale rappresentare il Kuxan Suum come serpente o in forma di serpente. 13, il numero del movimento, è anche il numero del più alto dei cieli, del livello superiore dell’essere al di là del nostro sistema solare, quello più vicino all’informazione centrale – Hunab Ku, il fulcro galattico. Sculture di esseri-serpente in trasformazione, simili a quelli di Quiriguà, ornano il Tempio delle Iscrizioni di Palenque, registrazione plastica del transito attraverso il Kuxan Suum di Pacal Votan, Agente Galattico 13 66 56. Valum Votan, vicino all’attuale Palenque, indica il luogo di arrivo e/o nascita di Pacal Votan nel 631 d.C., Armonica 13 66 56 0. La data del suo arrivo dovrebbe anche coincidere con le aspettative del successivo avatar di Kukulkan, il cui ruolo sarebbe stato assunto da Pacal Votan. In tale ruolo, sarebbe semplicemente naturale fondare una città – corrispondente alla mitica Tollan – da chiamare Xibalanque o, nella forma moderna, Palenque. Nel Popol Vuh, Xibalanque corrisponderebbe alla mitica Xibalba, il luogo del mondo inferiore, mondo della manifestazione e delle prove eroiche della mortalità. Questo sarebbe un riferimento alla forma umana “mortale” dell’Agente Galattico 13 66 56, marcato e commemorato nella “tomba” sotterranea all’interno dei nove livelli del Tempio delle Iscrizioni.».

Se il piccolo esempio qui sopra non bastasse, si legga il passo successivo, scelto con imbarazzo tra l’immane quantità di sproloqui per davvero galattici:

«La chiave per la realizzazione di quanto sopra è sempre nel modulo armonico, lo Tzolkin a 260 unità. Così come ci fornisce la copia del corpo luminoso individuale che vivifica ognuno di noi, lo Tzolkin descrive anche il flusso modellato di energia ed intelligenza solare, la corrente incessante di energia spirituale creativa universale. Anche questo fa parte della conoscenza degli AH KINES, i realizzati, che pertanto praticano l’arte della guarigione – in cui sono maestri – oltre a quella dell’espressione creativa risonante – musica e canto, colore e forma – che sono tutte governate o almeno mediate dalle sottili frequenze del Sole, che penetrano tutto. Infatti, essendo tutti i nostri sensi informati dal campo elettromagnetico solarmente attivato, possiamo ritrovare le ottave eliotropiche dei profumi, e le frequenze delle macchie solari in ciò che gustiamo. E tutto questo non è solo metaforico, è letterale, poiché la batteria bio-elettromagnetica dell’organismo umano individuale si collega direttamente mediante i suoi organi sensoriali alle batterie planetaria e solare.».

José Argüelles, scomparso qualche mese fa, è stato l’autore di questi deliri da cui è partita tutta la faccenda della “profezia” Maya del 21 dicembre 2012. Il famoso libro non lo avevo mai trovato: pubblicato nel 1987 negli Usa, è stato tradotto nel 1999 in Italia, per i tipi di Wip Edizioni di Bari. La mia copia è parte della 4° ristampa (!), costa 13 € per 254 pp. Per chi ama questi fantastici sproloqui, posso suggerire gli altri libri di Argüelles (5 o 6), più o meno dello stesso tenore di questo: sono stati tutti pubblicati a cura dello stesso Editore pugliese, avendo il Nostro tenuto diversi stage in Terra Pugliese e avendone oltremodo apprezzato la bellezza! Certo, scriveva enormità (magari divertendosi), ma era un ottimo pittore e un docente di storia dell’arte.

Roberto Giacobbo, 2012 – La fine del mondo?

Roberto Giacobbo è un bravo cristo che, con molta intelligenza, ha trovato un bel puledro da cavalcare in maniera piuttosto proficua.

Riprendendo tutti gli ingredienti che una serie di furbacchioni prima di lui aveva ben identificato, ha costruito un macchinario fantastico in cui può essere probabile tutto e il contrario di tutto.

Gli ingredienti sono: le piramidi di Giza, le “profezie” dei Maya, i Templari, le macchie solari, Atlantide, Mu, gli extraterrestri, “l’astroporto” di Nazca, l’isola di Pasqua e via dicendo.

Il filone è quello della fantarcheologia: con un poco di fantasia, e mescolando per bene gli ingredienti di cui sopra, si possono tirare conclusioni di ogni tipo. La furbizia di Giacobbo è quella di lasciare aperto, sempre, lo spiraglio del dubbio.(“Ma tutto questo, dopo la pubblicità….)

Peccato che il libro qui a fianco, come tutte le sue trasmissioni, contenga una serie di inesattezze imbarazzanti. Una per tutte: la data esatta dell’inizio del Grande Ciclo maya di 13 baktun, 5.125,37 anni, corrisponde all’11 agosto del 3114 a.C. e non il 3113 come egli, con superficialità sostiene. Questo non è opinabile se si segue la cosiddetta correlazione Goodman-Martinez-Thompson e si tiene conto del numero di giorni giuliani (NGG) che gli astronomi computano da una data di riferimento precisa. Invece, Giacobbo, come tanti altri superficialmente, citano testi imprecisi che non tengono in conto il fatto che il calendario giuliano, e poi quello gregoriano (corretto nel 1580) non prevedono l’anno zero, essendo lo zero una scoperta indiana a noi giunta per tramite degli arabi durante il medioevo.

I Maya invece lo zero lo conoscevano: era simboleggiato da una conchiglia o da un fiore.

Ma i Maya non facevano profezie, si occupavano di correlare eventi storici o mitici del passato e, soprattutto, di capire se determinati giorni fossero da considerare fausti o infausti.

La storia del 21 dicembre 2012, quando termina il Grande Ciclo maya, è una bufala. O meglio, è una buona scusa per fare business. Per curiosità, il primo a occuparsene è stato José Arguelles, artista e docente di belle arti americano, nel 1987. Ma Arguelles, oltre a essere un pittore geniale, amante della New Age e di tutta la fuffa che lì intorno attecchisce, era anche un grande estimatore dell’LSD e dei funghi alucinogeni. Comunque, l’americano è scomparso il 23 marzo di quest’anno: gli dei maya non gli hanno permesso di vedere come andrà a finire la storia della fine del mondo….