Posts Tagged ‘omar khayyam’
Omar Khayyam: la preghiera del vino

‘Omar Khayyâm, Quartine

‘Omar Khayyâm fu un grande matematico, astronomo e filosofo persiano e visse tra il 1050 e il 1130 – sono citate date molto precise sulla sua nascita e morte, ma  in verità nessuna di queste è certa.

Probabilmente l’attività di poeta, nel componimento peculiare della poesia persiana che è la quartina, fu un’attività non predominante: forse ludica o comunque da “dilettante”. Non tutte le quartine riportate sulle molte antologie a lui dedicate in tutto il mondo sono di certa attribuzione, così come molti tra i numerosi aneddoti citati sono di certo apocrifi. Altrettanto falsa è la sua appartenenza alla dottrina sûfi.

Fu il poeta inglese E. Fitzgerald  a pubblicare, nel 1859 a Londra, per la prima volta in occidente una raccolta di 101 quartine del poeta persiano. Il libro in mio possesso  (con una introduzione di grande interesse del critico iraniano Mohammad ‘Alî Forughî, forse il più grande esperto di Khayyâm) ne riporta 192. Di seguito ne ho scelte 7 tra le mie preferite: manca quella che io chiamo Preghiera del vino, di cui ho già parlato e di cui riporto il link :https://www.vincenzoreda.it/omar-khayyam-la-preghiera-del-vino/

È il tempo della giovinezza e bere è la cosa migliore

Abbi come compagno un vino lucente e un volto splendente

Questa ruota che gira è solo rovina, e deserto

Se ci vivi con la testa fatta deserta dal vino, è meglio!


 

Vieni, accarezza le chiome di gentile fanciulla

Prima che il fato ti infranga le membra.

Godi una coppa di vino finché il tuo nome è sul Libro di Vita.

Il cuore domato dal vino non è preda di affanni.


 

Il Giardiniere del cielo, molti di noi seminò e molti ha mietuto

Vano è quindi ogni pianto, vano è ogni lamento.

Riempi la coppa di vino e porgila a me

Io bevo di nuovo, ciò che deve venire è già deciso.


 

Se sono sobrio la gioia mi è nascosta da un velo

Ma la mia Mente perde coscienza se bevo

C’è un attimo solo fra sobrietà e ubriachezza

Per cui tutto darei. È quello la Vita!


 

Se bevi vino, bevilo insieme ai sapienti

O insieme a una bella fanciulla dal volto di tulipano

Non prenderne molto, né di frequente, né in pubblico.

Ma poco, ogni tanto e in segreto.


 

Allorché sarò morto immergete il mio corpo nel vino

E per rito funebre datemi un canto di vino purissimo

Se poi nel Giorno del Giudizio vorrete trovarmi ancora vivo

Tornate a cercarmi nella polvere delle taverne.


 

Allorché recideranno il virgulto della mia vita.

Le mie parti saranno sparse lontane una dall’altra.

Se dal fango mio allora modelleranno una brocca

Fatela colma di vino e io tornerò alla vita.