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Lucilla Pacini Barbesino e il suo Osteria Casa del Pescatore

Dopo oltre trenta anni di esperienza come insegnante (Alberghiero Colombatto, Istituto For.Mont di Venaria Reale, Piazza dei Mestieri) e come consulente gastronomica di molte aziende italiane e straniere, il sogno si è finalmente realizzato nel giugno dello 2010 a Marina di Pietrasanta.

Luci è lucchese di nascita, torinese per amore avendo sposato il mio amico Claudio: tornare in Versilia è stato come tornare a casa. E all’Osteria Casa del Pescatore sta mettendo in pratica tutto quello che in una vita dedicata a insegnare cucina ha da sempre professato: la qualità quella vera. Io non amo il sushi né il sashimi – pur se quando ho avuto modo di mangiarne, preparato da un grande chef giapponese, al Lila di Delhi, sono rimasto estasiato – ma la tartare di tonno su radicchio, i gamberoni grigi e gli scampi crudi che ho avuto modo di mangiare da Lucia mi hanno lasciato senza fiato! Avevo mangiato i gamberoni rossi crudi da amici a Bordighera, ma qui siamo in paradiso: quando ti vien voglia di succhiare l’intera testa del gambero crudo e la trovi dolce, non c’è altro da dire. Senza parlare dei fritti e delle grigliate: la qualità qui è  ai massimi livelli possibili, parola di pescatore. E poi c’è Nicolò, l’aiuto in cucina di Luci. Niccolò ha avuto modo di frequentare uno dei migliori master possibili in fatto di pesce: suo nonno materno Franco Raffaelli, pescatore da sempre! Ho parlato della sua bottarga, ma parlare di cibo è inutile: il cibo bisogna mangiarlo e gli aggettivi li deve scegliere la lingua (anche il naso e gli occhi, ma in ossequio giudizioso al re gusto che deve sempre imperare). La cucina di Luci è un inno semplice alla qualità: l’olio, le paste, la deliziosa leggerezza e delicatezza della sua filosofia cucinaria.

Il ristorante ha una cinquantina di coperti che diventano ottanta d’estate; si trova nella prima, tranquilla parallela del lungomare di Marina di Pietrasanta. Come ho già suggerito su questo mio sito, che non ha alcun aspetto commerciale né deve rendere conto ad alcuna filosofia se non il mio giudizio (che può anche non essere condivisibile, ma che è franco e schietto): provate, se vi piace il pesce, ad andare a mangiare da Lucilla. Poi, se volete, ringraziatemi. Buon appetito.

Alessandro Barbesino, il Pallagrello e altro

Alessandro Barbesino, figlio del mio vecchio amico Claudio (è stato il mio presidente al GGI dell’Unione Industriali di Torino), si è appena laureato a Pollenzo con una tesi sulla valutazione sensoriale dei superalcolici (ne parlerò prossimamente). Nel ristorante che i suoi hanno da poco rilevato a Marina di Pietrasanta si occupa della sala e dei vini. Nei bei giorni che ho passato da loro -il ristorante si chiama Osteria casa del pescatore e ne tratto con dovizia in altri articoli – abbiamo bevuto una serie di ottimi vini (cito, fra gli altri, il Greco e il Fiano della della Masseria Frattasi di Benevento, il Soave Carugate, il Chianti Classico Badia Passignano 2003 Antinori, il Guido Alberto Tenuta San Guido 2003 lo champagne Drappier Brut Nature dosage zero e il Franciacorta Mosnel Brut). Tra tutti, la sorpresa è stato il Pallagrello Acquavigna 2008 di Selvanova: un bianco (il vitigno è anche a bacca rossa) tra i migliori che ho bevuto. Vino di alta gradazione (14° che non si sentono), con acidità spiccata, di non grandissimo naso ma con una persistenza incredibile e sentori floreali, di albicocca e di mandarino davvero particolari. E’ un vino che non fa la malolattica ma che viene tenuto sui lieviti fini (sur-lies, una raffinata tecnica francese) per qualche mese. Reduce da assaggi eccellenti dei Verdicchio top e di alcuni Timorasso super (Mariotto), devo dire che questo vecchio auotoctono casertano, prediletto dal Borbone re Ferdinando (mica scemo…), non ha nulla da invidiare ai migliori bianchi italiani.

All’Osteria Casa del Pescatore il pesce si mangia fresco!

Il pesce, qui a Marina di Pietrasanta, è soltanto fresco: non scelgo a caso i posti che che ospitano i miei quadri. I miei bicchieri sono esigenti, sensibili e suscettibili: guai se vengono appesi a pareti di locali scadenti o alla moda! Amano ristoranti dove regna la tradizione, amano i cibi che esaltano la materia prima e le preparazioni che non stravolgono i sapori e gli odori. E poi, i miei quadri amano i locali dove c’è atmosfera e passione, e sentimento. All’Osteria Casa del Pescatore, i miei quadri stanno proprio bene: di rado hanno conosciuto una cucina così semplice e così delicata con una materia prima davvero eccellente. La chicca sono gli spaghetti alla bottarga di muggine: quasi marroni (e non quell’arancio che pare colorato a spruzzo), le sacche delle uova sono preparate, per diletto, da un vecchio pescatore di qui, uno che col pesce l’hanno allattato e il pesce l’ha insegnato a suo nipote, che qui lavora. Con questa magnifica roba si bevono vini italiani, autoctoni: fatevi guidare e non ve ne pentirete.

Fateci un salto, dite che vi mando io. E poi ringraziatemi.

Osteria Casa del Pescatore – Via G. Carducci,112 – Marina di Pietrasanta (LU) Te. 0584 745630

La mia mostra all’ Osteria Casa del Pescatore.

Questa mostra è un grande piacere per me: rivedere un amico dopo anni e realizzare con lui, e con la sua famiglia, questa piccola manifestazione è davvero un regalo.

http://www.osteriacasadelpescatore.it/