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Anteprima Vendemmia 2014, Palazzo Barolo

Piemonte anteprima vendemmia di Fiammetta Mussio (Da Millevigne)

Anteprima vendemmia 2014, l’annuale incontro promosso da Vignaioli Piemontesi, Regione Piemonte e Piemonte Land of Perferction per presentare dati e valutazioni sulla vendemmia e tracciare una previsione sull’andamento dell’annata, sarà ospitato lunedì 24 novembre a Torino, nelle sale di Palazzo Barolo, in via delle Orfane 7, in chiusura del congresso nazionale dell’Associazione nazionale sommelier. L’appuntamento è alle 10. Apre con un saluto Fabio Gallo, presidente Ais Piemonte. Intervengono l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero (“Il Piemonte vitivinicolo e il suo contesto”), il presidente Piemonte Land of Perfection Giorgio Bosticco (“Aggregazione: fattore critico di successo del territorio e delle sue denominazioni”) e il presidente Vignaioli Piemontesi Giulio Porzio (“Ruolo delle organizzazioni dei produttori fra mercato globale e campanilismo”). L’agronomo Daniele Dellavalle e il giornalista Giancarlo Montaldo presenterà l’andamento della maturazione delle uve e la previsione sulla qualità della vendemmia 2014, assegnando le tradizionali “stelline” (da 1 a 5 a seconda della qualità che si prevede). L’annuale incontro sarà l’occasione per fare una riflessione sull’andamento del comparto vitivinicolo, di quali nuove sfide attendono il vino piemontese e quali strategie mettere in campo per vincerle. A orchestrare il dibattito sarà Fernanda Roggero, Food and Wine Editor de Il Sole24Ore. Il premio Piemonte Anteprima Vendemmia andrà alla memoria di Luigi Veronelli nel 10° anniversario della morte. Il premio sarà ritirato da Alberto Dragone, consigliere del Comitato decennale Luigi Veronelli.

Durante l’evento, si presenta il nuovo numero della rivista Barolo&Co diretta da Giancarlo Montaldo.

Aperitivo al vermouth e pranzo a buffet.

Info: 0173 210311, ufficiostampa@vignaioli.it

 

MUSLI di Torino

Enrico Tallone ha definito il prof. Pompeo Vagliani un eroe: e ha detto bene.

Grazie alla sua passione, alla sua competenza, alla sua capacità di perseverare in un’attività di grande valore culturale e sociale con pochi mezzi, Pompeo Vagliani è stato capace di creare il MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia.

Con pochi aiuti, ospitato nella prestigiosa sede di Palazzo Barolo, in via delle Orfane, 7, nel centro barocco di Torino (all’interno del Quadrilatero romano), egli ha creato un gioiello che merita di essere visitato e apprezzato assai più di quanto tuttora è fruito, e bisogna dire soprattutto da visitatori che provengono da fuori città.

Il MUSLI offre al pubblico un fondo di libri, giocattoli, materiale didattico e disegni originali di valore assoluto: sono oltre 12.000 pezzi che testimoniano la storia della didattica, nelle sue più variegate forme e competenze e in molte lingue europee.

Oltretutto, ospita una piccola ma assai interessante raccolta di materiale tipografico dell’ottocentesca Tipografia Botta.

Un vero gioiello che, come troppo spesso capita, è poco apprezzato (anche perché poco conosciuto e poco comunicato dai media torinesi che vanno invece appresso a faccende di nessun interesse ma forse soltanto più pruriginose….) dai cittadini torinesi. Museo poi “vivo”: capace di proporre sempre nuove mostre e di ospitare eventi di caratura europea, come non capita spesso, e con prospettive di ampio respiro sociale e culturale.

Questo mio piccolo intervento vuol essere soltanto un modesto contributo alla straordinaria statura etica e culturale di Pompeo Vagliani e al valore del suo (proprio e per davvero SUO) museo. E un invito caloroso a visitarlo: certo con i bambini, ma anche, da adulti, per ritrovare oggetti, libri, giocattoli della nostra infanzia.

www.fondazionetancredidibarolo.com

http://www.piemontemese.it/leggi_ultimonumero.asp?articolo=1650&numero=2012_10

Palazzo Barolo, Barolo 2000

Questo pezzo è stato scritto nel 2004 per Barolo & Co e pubblicato nel 2009 nel mio libro Più o meno di vino.

«“Nelle loro tenute di Barolo e Serralunga gli ultimi marchesi di Barolo crearono all’inizio dell’ottocento il vino Barolo e, valendosi delle loro conoscenze e dei lunghi viaggi, lo fecero conoscere ed apprezzare un po’ ovunque.

Le cantine di Palazzo ospitarono per anni le botti per l’invecchiamento del prezioso nettare, vinificato con cura ed amore per lungo tempo.

L’Opera ne continuò la produzione, facendolo conoscere sui mercati di tutto il mondo, ricevendo ambiti premi internazionali, sino al 1919 quando dovette cedere i vigneti in quanto non si addiceva ad una Opera Pia una attività commerciale.

La fantasia popolare ci tramanda un aneddoto curioso. Un giorno la marchesa di Barolo si trovava a corte, il Re Carlo Alberto in tono scherzoso le disse:

– Marchesa sento tanto celebrare il vino delle sue tenute: quand’è che ce lo farà assaggiare?

– Vostra Maestà sarà presto accontentata – rispose la Marchesa.

Difatti, qualche tempo dopo una lunghissima fila di carri tirati da buoi entrava in Torino tenendo tutta la via Nizza, diretti a Palazzo Reale. Su ogni carro stava una di quelle botti lunghe e piatte della capacità di sei ettolitri dette “carrà”, che una volta si usavano per il trasporto e anche come misura; e ognuna proveniva da una delle tante cascine (poderi) della marchesa. Erano più di trecento, una per ogni giorno dell’anno, ed erano l’ «assaggio» del Barolo che la medesima mandava al Re. Carlo Alberto ne fu così colpito, e trovò il vino così buono, che volle anch’egli avere una tenuta sua ove si producesse il Barolo per la mensa reale.”

Questa citazione, tratta dal prezioso opuscoletto edito da Daniela Piazza e dedicato a Palazzo Barolo, introduce l’evento che mi ha visto testimone e  a mio modo protagonista: la presentazione al pubblico del Barolo 2000 presso Palazzo Barolo ieri sera 16 settembre 2004.

Di seguito riporto una parte del comunicato stampa, così mi tolgo i fastidi del dovuto:

L’Enoteca Regionale del Barolo, che ha sede nel Castello Comunale Falletti, incontrerà nella tradizione e nella storia Torino Capitale presentando diversi appuntamenti tra la nobiltà del vino.

Nelle giornate del 16-17-18 settembre 2004, presso le sontuose ed eleganti sale di Palazzo Barolo a Torino, dimora storica dei Marchesi Falletti in via delle Orfane 7, verrà presentata la prestigiosa annata del Barolo 2000, l’ultima messa in bottiglia dopo quattro anni di invecchiamento e affinamento.

Il “Re dei Vini”, sarà nuovamente protagonista sulla scena torinese e piemontese per presentarsi a tutti gli appassionati. L’evento, unico nel suo genere, vedrà ancora riunite le oltre cento aziende aderenti all’iniziativa e richiamerà l’attenzione di esperti  e giornalisti del settore.

L’iniziativa è rivolta a fornire un servizio al settore della ristorazione e della rivendita dei vini dell’area piemontese.

Durante le tre giornate sarà possibile degustare tutta la campionatura del Barolo ‘00 dei 120 produttori aderenti all’iniziativa.

La degustazione di presentazione, fissata per giovedì 16 settembre alle ore 18.00, sarà guidata da un buffet di prodotti tipici e verrà proposta le Selezione Ufficiale di Barolo d’annata 2000, frutto delle degustazioni dei tecnici dell’Enoteca e confezionata in un’apposita partita dedicata quest’anno all’artista Piero Angela.

L’etichetta ufficiale è stata realizzata dai pittori Francesco Tabusso di Torino e Kurt Mair di origine tedesca, le loro opere saranno esposte dal 16 ottobre 2004 al Castello Falletti di Barolo.”

Per questioni di correttezza, ho riportato fedelmente il testo del Comunicato stampa, punteggiatura creativa e refusi compresi; però, l’artista Piero Angela, poverino, non beve vino e non crede ai fantasmi ( a Palazzo Barolo ve n’è uno, quello dell’infelice marchesina Elena Matilde Provana di Druent, figlia del conte Ottavio e moglie di Gerolamo IV Gabriele Falletti, che, morta suicida a soli 27 anni, si aggira nottetempo nelle magnifiche stanze del suo Palazzo ). Non so se Tabusso sia astemio, certamente Mair, presente ieri sera, astemio non è, e meno male dico io………

I due pittori sono certo validi assai, quanto al risultato estetico sintetizzato sopra l’etichetta della selezione  Barolo 2000, beh, rimando i lettori al mio articolo che a felice proposito tratta su questo numero di etichette.

Mi piacerebbe a questo punto parlare diffusamente del Palazzo che ha ospitato l’evento in questione e, ancor più, raccontare delle figure eccezionali di Carlo Tancredi Falletti di Barolo (1792-1838) e della sua sposa Giulia Colbert di Maulévrier (1786-1864), una coppia di nobili che seppe occuparsi dei più deboli e dei più poveri, una coppia per cui la Chiesa ha avviato i processi di beatificazione.

E’ opportuno sottolineare che il Marchese fu sindaco di Torino e avviò la costruzione del Cimitero Generale, mentre alla Marchesa si deve l’istituzione, per testamento, dell’Opera Pia Barolo (1864). Non posso non citare Silvio Pellico che fu bibliotecario dei Marchesi e che ivi morì nel 1854.

Il Palazzo è incastonato nel dedalo di viuzze ortogonali dell’originario castro romano, nell’antica isola di Santa Brigida, a fianco al vecchio Tribunale, con le terga poggiate su piazza Savoia (quella dell’obelisco, antica piazza Susina dove si teneva il mercato dei rigattieri, “Contrà dle pate”, antenato del Balòn), attraverso cui occhieggia Palazzo Paesana: la mia Torino, io abito a due passi da lì.

Assenti dal comunicato stampa ma presenti dentro i saloni del Palazzo, osservavano gli invitati anche 10 quadri miei. Dieci bicchieri di vino, genuini, eseguiti da un’artista a cui il vino per certo non dispiace….

La serata è stata un successo, moltissimi i presenti; il Barolo 2000 di Bartolo Mascarello è risultato il più richiesto, per la semplice ragione che La Stampa ha pubblicato un cospicuo servizio sulla festa data alla Mole dai nuovi aspiranti Reali, John e Lavinia, sottolineando che il vino prescelto era appunto un Barolo del buon Bartolo…..

Molti vip, quasivip, piuomenovip, aspirantivip ecc., tutti sorseggianti l’eccellente Barolo 2000, un’annata che continua questo filotto prodigioso a cavallo del millennio.

Sono uscito mentre infuriavano le bevute, gli stuzzichini di salumi e formaggi, i pettegolezzi: una luce settembrina, tagliente, incerta, pitturava Piazza Savoia verso le sette di sera.

A novembre, verosimilmente venerdì 19, a Palazzo Barolo, nelle cantine del Palazzo, verrà presentato “Il tesoro del Palazzo”: in quell’occasione racconteremo ancora il Barolo e dedicheremo l’evento a chi quel vino lo ama, lo beve, lo sa bere.»