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La Langa secondo Peppo Parolini

Peppo i«Un posto che mi piace un casino è la Langa, io trovo che in quella parte del Piemonte siano tutti pazzi scatenati, ospitali, belli. Hanno il gusto della vita, sanno mangiare, vivono per fare l’amore. Ma poi c’è della gente lì che gioca d’azzardo come da nessun’altra parte. Ci sono delle bische in piena campagna nelle Langhe, gente che parte dalla cascina coi rotoli di banconote e si gioca tutto. E c’è anche il colonnello dei carabinieri lì con loro, sono tutti amici. Il colonnello arriva e gli offrono i tajarin con tartufo, il brasato al civet… E’ una terra difficile da lavorare. In questo do ragione a Pavese. Ma c’è poesia in quella terra, perché vedi una donna sul trattore, un bambino di otto anni in motocicletta che corre come un pazzo, questi campi di granoturco che sembrano il mare, e le vigne con ‘sti filari che disegnano delle linee che non sai dove vanno, verso la cima delle colline, verso l’infinito… E’ una terra dove respiri la vita e la morte. Ecco, non mi dispiacerebbe morire lì, in Langa, in mezzo ai barotti».

Tratto dal volume Dal basso dei cieli, di  Marilena Moretti e Peppo Parolini – Baldini  Castoldi e Dalai Editore, Torino 2007 – pp. 357, 18,00 €

Peppo Parolini

11 luglio 1995, mentre ai Murazzi, con Peppo alla mia destra e Gianni Vernetti a sinistra, sto presentando “L’Urlo dei Murazzi” del 1995, di cui ero editore: che storie, ragazzi….

Sotto, l’angolo dell’Urlo con il mio scritto, di quel periodo: sono altri mill’anni e anche Peppo s’è trasformato in croce, insieme a Claudio Cioni,: ma la sua croce non è muta.

L’angolo dell’editore

Dalle Porte Palatine, saranno mill’anni, scendevo via Garibaldi e via Po, dal lato del re, e fuggendo la prigione di lezioni senza ragione andavo a sentire il Fiume. Erano primavere di luce folgorante. E il Fiume mi parlava una lingua di carezze e di sussurri sensuali. Era uno scambio di profonde tenerezze. Ora sono le nebbie che il Fiume respira, le nebbie fredde che mi riscaldano fin dentro le ossa: una notte, poteva essere dicembre, scendo ancora a sentire il Fiume con un po’ di vertigine in corpo e qualche giovane strumento di vita; rovistando tra i vecchi amici, quasi per caso, ecco che dirompe “L’urlo”. E dietro, il vecchio Peppo. Secoli dopo, dopo i cimiteri desolati di croci che sprecano nomi una volta urlanti e ora neanche più capaci di esalare spenti gemiti. E allora, mill’anni dopo, dai! Peppo, facciamolo insieme quest’Urlo, facciamolo coi vecchi amici evaporati: colle nebbie del Fiume; facciamolo coi nuovi disperati – sempre uguali – facciamolo per i sopravvissuti, facciamolo per quelli freschi e pieni di tutto ancora con solamente la voglia di esplodere. Facciamolo per chi non sa sentire il Fiume. Facciamolo per noi. Facciamolo per tutti o per nessuno. Ma facciamolo, il Fiume è con noi: e credo ne sia anche contento, dopotutto.

Vincenzo Reda estate 1995.

Forse non tutti sanno che: I Murazzi…..

Qui di seguito riporto la copia dell’interpellanza che il consigliere Alberto Musy ha presentato in Consiglio Comunale sulla questione dei Murazzi. Il fatto nuovo è che quasi nessuno è al corrente che questo luogo, tanto caro ai torinesi e tanto esposto a ogni genere di osservazione, è soggetto a vincolo Paesaggistico e Monumentale. Questo significa che non è possibile, senza complicate e rigidissime concessioni, intervenire in alcun modo con infra e sovra strutture che possano alterarne l’aspetto e la fruizione. Oggi i Murazzi sono diventati un obbrobrio estetico (per quanto mi concerne, soltanto a questo io mi riferisco) che incoraggia altri obbrobri. Trovo assai opportuna e meritoria l’interpellanza dell’avv. Musy. Sperando che sia accolta e non ignorata causa, magari, alcuni interessi che riguardano persone influenti….

Ps: parla chi i Murazzi li frequenta dai primi anni Settanta, quando c’era una discoteca che si chiamava Club 71. Uno che conosce Giancarlo Cara dai tempi eroici del Centralino. Uno che è stato l’editore de “L’urlo dei Murazzi” dell’indimenticabile Peppo Parolini.

https://www.vincenzoreda.it/peppo-parolini/

Elogio della sbronza consapevole, Enrico Remmert, Luca Ragagnin

Abbiamo visto Peppo mentre, il decimo Jack Daniel’s tra le mani, spiegava che in galera i nomi non li ha fatti. Non è che non voleva: non se li ricordava.”.

Per questa sola citazione di una delle immense nottate ben trascorse sotto qualche arcata o portico, nel centro di Torino, in compagnia delle straparole sguince di Peppo Parolini questa antologia, curata da Enrico Remmert e Luca Ragagnin, merita di essere memorata. E’ un librino curato – qualche pecca, come la mancanza di una completa bibliografia – ma soprattutto appassionato e divertente. Con alcune citazioni per davvero notevoli.

Eduardo De Filippo

Dint’a butteglia

n’atu rito ‘e vino

è rimasto…

Embè

Che fa m’ ‘o guardo?

M’ ‘o tengo a mente

e dico:

«Me l’astipo

e dimane m’ ‘o bevo?»

Dimane nun esiste.

E ‘o juorno prima

Siccome se n’è gghiuto,

manco esiste.

Esiste solamente

‘stu momento

‘e chistu rito ‘e vino int’ ‘a butteglia.

E che faccio,

m’ ‘o pperdo?

Che ne parlammo a ffà?

Si m’ ‘o perdesse

Manc’ ‘a butteglia me perdunarrìa.

E allora bevo…

E chistu surz’ ‘e vino

Vence ‘a partita cu l’eternità!

Alda Merini

A me piacciono gli anfratti bui

Delle osterie dormienti,

dove la gente culmina nell’eccesso del canto,

a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,

e i calici di vino profondi,

dove la mente esulta,

livello di magico pensiero.

Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto

Malvissuto e scostante,

meglio l’acre vapore del vino

indenne,

meglio l’ubriacatura del genio,

meglio sì meglio

l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;

io amo le osterie

che parlano il linguaggio sottile

della lingua di Bacco,

e poi nelle osterie

ci sta il nome di Charles

scritto a caratteri d’oro.

Gorge Burns

Mi basta un solo bicchierino per ubriacarmi.

Il problema è che non mi ricordo se è il trentesimo o il quarantesimo.

Groucho Marx

Mandatemi subito due mezzi whisky doppi.

Anonimo Veneto

Bevo soltanto due volte al giorno: a pasto e fuori pasto

False citazioni:

Cogito, ergo rum (Cartesio, forse)

Liberté, egalité, Beaujolais (Robespierre, forse)

Elogio della sbronza consapevole

Enrico Remmert, Luca Ragagnin

Marsilio Editore 2004, 235 pp, 14 €