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Animi…e Paesaggi di Vini, a Alessandria

Si è inaugurata ieri, 11 ottobre 2013, presente il sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa, la mostra collettiva “Animi…e paesaggi di vini” a Palazzo Monferrato, in via S. Lorenzo, 21. Resterà aperta fino al 3 novembre 2013. E’ abbinata a una mostra di etichette storiche realizzate da importanti artisti (Picasso, Baj, Vedova…) per importanti cantine italiane e straniere: sono circa un centinaio delle oltre 160.000 (!!) raccolte dal collezionista Giacomo Prato.

La mostra è stata voluta e organizzata da Fabio Carisio, presidente di Art & Wine (La Morra).

Io partecipo con un quadro che è stato esposto a New Delhi e che si intitola “La fiamma“, dipinto con un Dolcetto d’Alba. E’ l’unico quadro concettuale in un contesto figurativo di buona qualità (con alcuni pezzi eccellenti).

Nota personale: per la prima volta nella mia carriera artistica ho avuto la netta impressione di essere stato trattato come “artista importante”, quasi “maestro”.

E’ stata una bella impressione.

https://www.vincenzoreda.it/mostra-collettiva-animi-e-paesaggi-di-vini-alessandria-11-ottobre-2013/

 

Brassaï, Conversazioni con Picasso

“…La mia illuminazione notturna è magnifica, la preferisco addirittura all’illuminazione naturale….Dovrebbe venire una notte a vederla….Quella luce che stacca ogni oggetto, quelle ombre profonde che circondano le tele e si proiettano sui travi, le ritrova nella maggior parte delle mie nature morte, quasi tutte dipinte di notte… L’ambiente, qualunque esso sia, diventa la nostra sostanza stessa, lascia su di noi le sue tracce, si organizza secondo la nostra natura…”

“…Un muro è sempre qualcosa di meraviglioso…Io sono sempre stato molto attento a ciò che vi capita sopra. Da giovane, spesso ho addirittura copiato dei graffiti, e quante volte ho tentato di fermarmi davanti a un bel muro e incidervi su qualcosa…Un giorno, a Parigi, aspettavo in una banca. La stavano rinnovando. Allora, tra le impalcature, su un pezzo di muro condannato alla demolizione, ho fatto un graffito…Finiti i lavori era sparito…Qualche anno dopo, in occasione di non so quale rimaneggiamento, il mio graffito è ricomparso. Lo si trovò strano e si venne a sapere che era di… Ricasso. Il direttore della banca fece interrompere i lavori e fece ritagliare la mia incisione con tutto il muro attorno, come se fosse un affresco, per inserirlo in una parete di casa sua.”

Gyula Halász, in arte Brassaï dal nome del paese natale Brasso in Transilvania – allora ungherese e oggi rumeno – nacque nel 1899 e si stabilì a Parigi definitivamente nel 1924. Amico di Bela Bartok, Kandinskij, Moholy-Nagy e Kokoschka, iniziò come fotografo, nel fervore di Montparnasse, accanto a personaggi come Michaux, Atget, Kertesz. Divenne il ritrattista ufficiale delle avanguardie, ruotanti attorno alla rivista «Minotaure»: Breton, Dalì, Eluard, Man Ray, Giacometti, Picasso…

Questo libro (Titolo originale: Conversations avec Picasso – 53 photographies de l’auteur), fu pubblicato nel 1964 da Gallimard e dedicato all’ottantatreesimo compleanno del genio spagnolo. Allemandi lo ha tradotto nel 1996, la mia è la prima edizione.

Un libro di piacevole e sorprendente lettura: vi si trovano aneddoti e risvolti inediti raccontati secondo una prospettiva che è quella di un artista, testimone e artefice di un tempo memorabile. Racchiude un’epoca compresa fra il 1943 e il 1962: semplicemente, formidabile.