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Umberto Galimberti

Questa fotografia di Umberto Galimberti l’ho presa a Rimini nel giugno del 2007 durante il Festival del Mondo Antico (IX edizione): mi lasciò stupefatto per la sua formidabile capacità affabulatoria, non priva di carismatiche doti, in grado di intrattenere una piazza composta di molte centinaia di persone ipnotizzate dalle argomentazioni complesse e inusuali, ancorché coltissime, attorno alla visione del mondo delle culture pre-cristiane greche e romane. Rimasi per davvero affascinato. Di seguito alcune citazioni di grande interesse.

“E siamo attivi quando con la speranza andiamo verso il tempo e non quando con l’attesa aspettiamo che il tempo venga verso di noi. Quando l’attesa è disabitata dalla speranza subentra la noia, il futuro perde slancio e il presente si dilata in uno spessore opaco dove il tempo oggettivo, quello dell’orologio, cadenza il suo ritmo sul tempo vissuto che si è arenato, infossato, arrestato.”

“I Greci, che non avevano speranze ultraterrene, conoscevano la crudeltà della natura che vive della morte degli individui che genera e, a partire da questa visione tragica, insegnavano a reggere il dolore e, per il breve tempo che ci è concesso di vivere, a condurre una «vita buona» che, se ben governata e non gettata in balia degli eventi, poteva anche essere una vita felice. Attivi per quel tanto che ci è dato di vivere, non passivi perché «nelle mani di Dio».”

“…come dice Platone: «Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo e un orientamento a esso, anche se non sembra che tu ti accorga che ogni vita sorge per il Tutto e per la felice condizione della universa armonia. Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica (Platone, Leggi, Libro X, 903 c.)». Quindi tutti coloro che pensano che i Greci, e in particolare Platone, siano anticipatori della cultura cristiana, o non hanno capito i Greci, o non hanno capito il cristianesimo. C’è un abisso tra i due scenari.”

(Le citazioni sono tratte tutte dall’ultimo libro di Galimberti “I Miti del Nostro Tempo”, ed. Feltrinelli)