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Prof. Vincenzo Zappalà: l’etilometro è una truffa!

http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=4535

Il link qui sopra rimanda a un intervento assai articolato sul lavoro di ricerca svolto da Vincenzo Zappalà, già ordinario di astrofisica e appassionato di vino, circa l’inconsistenza scientifica dello strumento etilometro usato per “prevenire” possibili incidenti stradali causati da ubriachi consumatori di vino. La lunghissima e argomentata trattazione sostiene, in sintesi, che è quasi impossibile risalire a quanto alcol è presente nel sangue di un individuo analizzando l’alcol presente nel suo fiato. In buona sostanza l’etilometro (costo: 7.000 euro!) non è uno strumento affidabile e spesse volte punisce persone perfettamente in grado di guidare un’automobile.

Pubblico la sua lettera al Prof. Calabrese, lettera che è un riassunto efficace della trattazione di Vincenzo Zappalà.

Lettera aperta al prof. Calabrese, Presidente dell’ONAV, lettagli e consegnatagli personalmente il 5 novembre 2011 a La Morra

LETTERA APERTA AL PROF. GIORGIO CALABRESE, PRESIDENTE DELL’ONAV

Gent.mo prof. Calabrese,

Mi presento:

Sono Vincenzo Zappalà, professore ordinario di astrofisica nonché sincero amante dei grandi vini, della loro cultura, storia e scienza e dei grandi personaggi che aiutano la natura a svolgere una delle sue più affascinanti operazioni.

Come appassionato vero del vino, ho fin da subito ritenuto l’etilometro a fiato una condanna sommaria, ambigua e semplicistica che ricadeva non solo su chi cercava nell’alcol un piacere effimero spesso affiancato dalla droga, ma -anche e soprattutto- su chi degustava il vino con la giusta moderazione e attenzione. Chi ama il vino e le emozioni che sa offrire NON si ubriaca, in quanto annullerebbe la gioia e le sensazioni più profonde. 

Da buon ricercatore, il mio scopo non è stato, però, quello di lottare contro una legge sicuramente troppo pesante e vendicativa, ma contro lo strumento che veniva e viene utilizzato per applicarla. Ho cercato allora tutte le fonti riguardanti l’etilometro a fiato. In Italia è ben difficile trovare qualcosa, ma negli USA la situazione è ben diversa. Ho così individuato e contattato i più grandi fisiologi polmonari e tossicologi forensi americani per analizzare l’efficacia di uno strumento che si prende la prerogativa di analizzare il fiato e di TRASFORMARE il risultato in percentuale di alcol nel sangue. Troppo facile mi sembrava far riferimento alla legge di Henry che è applicabile solo sotto particolari condizioni. Ed infatti dapprima il prof. Frajola dell’Ohio University e in seguito il prof. Hlastala di Seattle mi hanno aperto completamente gli occhi: l’etilometro a fiato è una vera e propria TRUFFA scientifica.

Mi hanno mandato i loro lavori e io li ho tradotti creando un dossier completo (con tutta l’enorme bibliografia che sta dietro). Come Lei ben saprà entrambi sono tra i massimi luminari della problematica e Hlastala è considerato uno degli esperti più esimi della fisiologia polmonare moderna. Con lui ho stabilito dei rapporti molto stretti ed è stato mio ospite in Italia.

Tutta la documentazione tradotta in italiano può trovarla a questo indirizzo:

http://www.megaupload.com/?f=0W7NC3LC

dove vi è anche l’articolo più recente (in lingua originale) di Hlastala, insieme a tutti gli indirizzi necessari per contattare direttamente gli studiosi.

Ovviamente il Suo aiuto è fondamentale in un periodo e in un paese che non riesce più a uscire dalla paura e dall’anonimato. Lei è Presidente dell’ONAV, è un medico illustre e ha una visibilità mediatica enorme.

Oltretutto, nella Sua presentazione all’atto della nomina a Presidente dell’ONAV, leggo testualmente : “…Oggi amare il vino non significa più solo insegnare a riconoscere vitigni e qualità, ma anche diffondere la cultura di questo prodotto simbolo dell’Italia e difenderlo dagli attacchi, spesso ingiustificati, cui è sottoposto a causa della scarsa conoscenza…”. Ecco, il problema è proprio questo: si distrugge il vino e il suo commercio senza capire che non è il suo utilizzo moderato, che è tipico di chi veramente lo ama, a comportare le stragi del sabato sera… Ed invece vengono colpite ripetutamente persone che, alla luce delle prove scientifiche che ho collezionato, sono spesso e volentieri del tutto INNOCENTI: il loro valore superiore al fatidico 0.5 g/l è dovuto solo alla completa inaffidabilità dell’etilometro a fiato. In altre parole, non bisogna eliminare l’etilometro perché colpisce troppi ubriachi o pseudo-tali, ma SOLO e SOLTANTO perché le sue misurazioni sono completamente inaffidabili e molto spesso del tutto casuali e non veritiere. L’errore previsto può facilmente raggiungere l’80%!

Nessuno vuole che si permetta di guidare agli ubriachi, ma soltanto colpire i colpevoli e non gli innocenti attraverso uno strumento che si è dimostrato del tutto inadeguato e truffaldino. Basterebbe, ad esempio, utilizzare l’analisi dei riflessi. In tal modo si “scoverebbero” anche i moltissimi “ubriachi a tasso zero”, come li chiamo io, saturi di droga, stupefacenti, tranquillanti o in preda alla stanchezza e alla smania di dimostrare qualcosa a qualcuno. 

Lei è l’uomo giusto al posto giusto e sono convinto che comprenderà la situazione e darà il massimo aiuto a chi il vino lo ama con passione e a chi sul vino fatica e lavora. Io sono disposto a fornirLe tutta la documentazione scientifica più accurata e a stabilire i contatti con il Prof. Hlastala dell’Università di Seattle.

Il vino e la sua cultura meritano questo e molto di più.

Vincenzo Zappalà

P.S.: ogni giorno un numero enorme di nuovi degustatori e produttori vengono colpiti dalla macchinetta così fraudolenta. Cerchiamo di muoverci in fretta….