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Roberto Garosci e il suo “Bella Rosina”

Tre o quattro anni fa, Roberto Garosci mi aveva fatto sapere che avrebbe avuto piacere di esporre i miei quadri in occasione dell’imminente inaugurazione del suo magnifico relais, Bella Rosina, dentro la Tenuta della Mandria, tra Venaria Reale e Fiano. La Reggia era ancora in fase di restauro: pochi sapevano la bellezza della Galleria di Diana e le Olimpiadi erano ancora un grande cantiere e una scommessa azzardata.

Per anni, anni in cui tutto è successo in Torino e dintorni, di Roberto Garosci e del suo Bella Rosina nulla ho più saputo fino a l’altro ieri: venga giù da me ché siamo finalmente pronti all’inaugurazione del Relais per il 14 settembre. Porca miseria: il meglio della mia produzione è in India, al Radisson di Delhi! Dovrò esporre i pezzi della mia piccola collezione privata e qualcosa che ho tenuto da parte: oltretutto, ho anche una piccola esposizione in Ancona. Pare che si sveglino tutti nello stesso momento, come sempre!

Il posto è per davvero bello, assediato dai mille verdi di boschi centenari, sorvegliato dalle prime alture delle Alpi, confezionato dentro un bozzolo di silenzi antichi e riportato a nuovi splendori da un lavoro attento e colto. Straordinario questo cascinale, alcova contadina donata dal Savoia Ruspante alla Bella Vercellana.

Roberto mi mostra con orgoglio la realizzazione del suo sogno, costato sei lunghi anni di lotte perlopiù burocratiche: questo nostro magnifico paese ha sviluppato la dannata capacità di frapporre quanti più ostacoli tra i sogni e la loro realizzazione; e più i sogni sono progetti utili alla comunità e intelligenti e innovativi, maggiori sono le barriere, i fossati, i dedali che la burocrazia genera, quasi a scoraggiare la volontà e la tigna di chi è capace di sognare….

Non entro nei dettagli: è sufficiente andare, per un primo approccio, sul sito www.bellarosina.it e si soddisfano tutte le curiosità e le notizie desiderate.

Questo luogo è stato ideato e progettato per essere davvero un posto in cui il benessere del cliente possa essere soddisfatto con visione olistica di quel che significa ecologico e biologico: i prodotti usati nel ristorante sono coltivati negli orti e nelle serre a due passi dal relais. L’energia è fornita da pannelli solari, i rifiuti sono smaltiti o riciclati secondo rigorose procedure.

A me, com’è ovvio, preme parlare di come ho mangiato, e bevuto.

Roberto ha investito su un giovane chef torinese, Luigi Calisse, non ancora trentenne che si è formato a Torino, ha fatto le sue debite esperienze tra Inghilterra, Germania e Stati Uniti, è tornato nella sua città dove ha lavorato nelle cucine di grandi hotel, è passato dal Cambio e s’è smazzato le dovute Olimpiadi. Da La Drogheria di piazza Vittorio, a fine 2008, Roberto Garosci se lo è portato nel suo relais. E’ uno di quelli bravi; di quelli che amano cucinare, di quelli che sono curiosi e che vogliono crescere. Di seguito le descrizioni di alcune specialità che ho assaggiato e alcune foto. I vini sono di Gian Piero Marrone, produttore di La Morra poco conosciuto perché esporta quasi tutta la produzione: ho bevuto un’ottima Barbera d’Alba, corretta, pulita.

Mi auguro che i torinesi, i miei adorati, provincialissimi torinesi e piemontesi, sappiano apprezzare appieno l’impresa di un altro tra i miei amici imprenditori visionari. Un altro torinese, piemontese.