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Le rondini – Swallows

http://www.youtube.com/watch?v=44x30fapOnI

Vorrei entrare dentro i fili di una radio 
E volare sopra i tetti delle città 
Incontrare le espressioni dialettali 
Mescolarmi con l’odore del caffè 
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali 
E con la polvere dei sogni volare e volare 
Al fresco delle stelle,, anche più in là 

Sogni, tu sogni nel mare dei sogni. 

Vorrei girare il cielo come le rondini 
E ogni tanto fermarmi qua e là 
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici 
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità. 
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore 
Per capire cosa succede dentro 
e cos’è che lo muove 

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore 
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore 
Dov’è che si prende, dov’è che si dà 

Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni“.

E’ una canzone meravigliosa – tra le più belle – di Lucio Dalla. E queste sono rondini del Gargano. Le ritroviamo ogni anno – diverse – nello stesso nido a essere ingrassate con libellule e altri insetti che mamma e papà cacciano con inesauribili voli sugli olivi secolari. Sono rondini che  Lucio – uomo di queste terre, secondo storie vere ma indicibili – ha conosciute e osservate con cura e amore. Ci mettono pochi giorni a volare, felici.

E a ogni persona di buona volontà auguriamo di volare. Come le rondini mie. E quelle di Lucio.

La Natura parla la sua lingua, occorre comprenderla

Non c’è bisogno delle immagini straordinarie della foresta amazzonica o delle vaste praterie della Tanzania o del bush autraliano: la Natura parla la sua lingua semplice e meravigliosa qui, intorno a noi; bisogna avere gli occhi per registrare le sue immagini sempre stupefacenti.

Sotto la tettoia del ristorante i rondinini nati circa 15 giorni fa hanno imparato a volare: ipernutriti da genitori infaticabili a caccia di libellule tutto il giorno, in due settimane sono diventati adulti e ora impareranno a cacciare e nutrirsi da soli.

Il fiore bellissimo di un cappero.

La mantide religiosa femmina, immensa ieratica e predatrice, si mimetizza in maniera perfetta tra le foglie di una pianta di cappero, in agguato mortale.

Le contorsioni, lente legnose, di un olivo centenario sembrano simboleggiare la lenta sofferenza della vita: vita di verde di legno, vita lunga ma sempre Vita.