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Omaggio a Nino Manfredi: La vera Alimentazione Mediterranea

Questo è un libro pubblicato nel 1985 da Musumeci Editore in Aosta.

Ho lavorato a lungo, nella seconda metà dei Novanta, con Sergio Musumeci, soprattutto per la irripetibile Oasis: la più bella rivista di natura del panorama europeo.

Sergio è stato mio testimone di nozze, testimone fortunato di nozze fortunate – dopo 20 anni siamo ancora qui, e senza alcuna intenzione di rottura «endogena» (per quelle esogene non possiamo far nulla).

Sergio è, posso dirlo, un pazzo un eretico un adolescente – con settanta compiuti già da un pezzo – senza alcuna possibilità di crescere, un esemplare di cui, grazieaddio, si sono rotti gli stampi e dunque irripetibile.

Gli ho voluto e gli voglio bene, ma tante volte avrebbe meritato da parte mia scoppole e calci in culo: chi lo conosce, sa cosa voglio dire.

Castro dei Volsci, Fontana Liri, Sora: sono tre paesi della Ciociaria – provincia di Frosinone, basso Lazio che confina con Abruzzo, Molise e Campania – che ai più dicono poco o punto: il cinema italiano e quello di tutto il mondo a questi tre paesini debbono molto. Nel primo, più a sud, vi è nato Saturnino Manfredi nel 1921; nel secondo, nel centro della Ciociaria, nacque 3 anni più tardi Marcello Mastroianni; a Sora, che è un paesone quasi in Abruzzo, vide la luce nel 1901 Vittorio De Sica! I tre paesi non distano più di 30, 40 chilometri in linea d’aria.

Marcello Mastroianni – con Gian Maria Volontè – secondo la mia opinione è il più grande attore cinematografico italiano, ma è un attore di testa, raffinato, non una maschera della nostra commedia; anglosassone per la misura e la finezza delle sue interpretazioni. Nino è italiano, italiano fino in fondo come De Sica: più di Sordi, che è romano prima d’essere italiano; più del grande Tognazzi, che è padano prima d’essere italiano; più di Gassman, che è sé stesso prima d’essere ogni altra cosa.

Quanto ho amato Manfredi, regista e attore, in Per grazia ricevuta! Eppoi i film degli anni settanta, senza bisogno di citarli; e i film di Luigi Magni che non mi stanco di rivedere. A Manfredi è sempre stata riconosciuta la capacità di essere un grande caratterista, ma la critica è stata ingiusta verso un attore completo che arrivava – dopo una laurea in giurisprudenza – dalla straordinaria scuola di Orazio Costa, nel primo dopoguerra dell’Accademia Silvio d’Amico. Ha recitato con Strehler, con De Filippo, con Buazzelli. Ha fatto teatro, televisione, cinema, varietà, commedia musicale. E’ stato attore, regista, cantante, comico, presentatore, autore, scrittore….

Questo libro è poco più di un ricettario illustrato, nulla di che; ma anche in questa testimonianza del grande Nino c’è il genio popolano delle cose semplici: Nino racconta, negli anni Ottanta, una cucina di tradizione! E non è poco.

27 maggio

Il 27 maggio 1990 ho sposato Margherita in San Domenico. Testimoni per me: gli editori Enrico Tallone e Sergio Musumeci, testimoni di Margherita: gli amici Vittorio Pasteris e Marisa Paschero. Prima di partire per il Messico, abbiamo passato la sera nel castello di San Giorio, dell’amico Bruno Chiarenza. A rilassarci dopo la giornata tremenda.

Le immagini sono di Bruno Garavoglia, e si vede.

Stiamo ancora insieme, e senza neanche troppi compromessi.

Che iddio, o chi per lui, ci protegga. E provveda altrettanto per chi legge.

Salute.

Enopolis, Ancona 29 aprile 2009

Nel magnifico centro storico di Ancona, nel ventre medievale di Palazzo Jona, dentro la placenta di mattoni pieni che proteggono i giusti con lo spessore dei secoli, con la complicità dello sguardo chiaro di Stefania e del suo essere di Luna, con l’assenso di amici preziosi si è consumato il rito della presentazione del mio libro in Ancona. Ancona è uno dei miei posti, Enopolis e Peppe lo sono diventati nell’occasione più opportuna. Bevendo Passerina, che è un bel bere e beneaugurante per giunta: per chi apprezza, nei modi dovuti, la Passerina.

Ritornerò da Peppe a Enopolis a Palazzo Jona dagli amici preziosi. Là dove c’è un pezzo piccolo e importante del mio cuore. E qualcosa di più grande del mio stomaco.

La Storia è una linea che s’annoda e s’ingarbuglia in apparenza: poi all’improvviso, come per incanto, tutto ridiventa per qualche momento lineare e comprensibile, logico addirittura. Allunai in Ancona nel ’96 per la prima edizione di Parco Produce e andai a mangiare, appena arrivato in città, in un posto che m’ispirava: Sot’aj archi. Ero con il mio giovane assistente Ilio e mi mandava in missione Sergio Musumeci per Oasis di Aosta, magnifica rivista di natura per cui lavoravo come consulente. Ho presentato il mio libro in Ancona subito dopo la presentazione in Aosta, nella brasserie La Cave, in pieno centro, situata dentro un cortile in cui, dirimpetto, c’è il locale che ospitava la prima, piccola tipografia rilevata da Musumeci per cominciare il suo cammino di stampatore e editore di qualità.

Anche stavolta sono stato a mangiare  (al) Sot’aj archi: il vecchio proprietario non è più, ma la moglie continua nello stesso segno. Ho mangiato un sontuoso piatto di spaghetti alle vongole e poi alcune polpose cicale sbollentate e condite con olio e prezzemolo. Ho accompagnato il tutto con una intera, da solo, bottiglia di Coroncino 2007: mangiare e bere da soli, divagando con sé stessi, se si è capaci e contenti di farlo, è una coccola speciale. Ogni tanto.