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Eresia?

Nelle immagini qui sopra ci sono alcuni contenuti che qualcuno potrebbe considerare quantomeno eretici, azzardati, anche provocatori. Ma io sono così: il manicheismo, l’integralismo, l’omologazione, il tifo da stadio è roba che non mi appartiene….

Nel mio universo convivono benissimo Angelo Gaja e Bartolo Mascarello: il suo Barolo 2009 – magnifico, pare ovvio – l’ho bevuto nel bicchiere della mia predilezione: quel famoso Riedel sbreccato e riparato firmato Angelo Gaja 2009. Io spero che di Lassù il buon Bartolo non se ne abbia e non me ne voglia. Ma sono certo che capisca il mio intendimento e che lo apprezzi oltremodo.

A questi due, così diversi, così lontani in apparenza (ma mica tanto, se appena appena si cambia prospettiva) io voglio bene e ne apprezzo il loro essere differenti e i loro scontri, oggi quasi epici. Gli scontri generano scintille e le scintille sono vita.

Eppoi, ancora: il Barolo di Mascarello l’ho accompagnato con un pollo al Masala del Maestro Shaik Nazir e poi con delle ciliegie. Magnifico!!

Salute.

Il Cremes di Gaja: una piccola eresia

Il Cremes (il nome significa in piemontese il colore cremisi) è un vino che frequento da anni e che mi piace: è il vino meno costoso che produce Angelo Gaja.

E’ un uvaggio al 50% di Dolcetto e Pinot Noir: a chi, se non a lui, poteva venire in mente di unire due vitigni di così apparente lontananza e mettere in atto l’eresia di sposare un nobilissimo e altero franzoso a un plebeo contadino piemontese? A Angelo piacciono le sfide e piace mettere spazio (e Tempo) tra sé, i suoi prodotti (che sono null’altro che un aspetto del sé) e tutti gli altri….

Il Cremes ha il colore del Dolcetto, soltanto meno violaceo, non ne ha i profumi di fiori ma ha preso i frutti del Pinot Noir. Del Dolcetto ha il palato amaro e del francese un finale lunghissimo e di grande piacevolezza.

Per accompagnare questa bottiglia del 2012  ho scelto un voluttuoso pollo condito con l’inarrivabile masala del maestro indiano Shaik Nazir: questa mistura di spezie fu realizzata apposta per me. Non contento, e per continuare nel senso dell’eresia, ho finito la bottiglia il giorno dopo (era migliorata) con una panissa vercellese (riso Arborio, come da tradizione): entrambi gli accompagnamenti li ho trovati eccellenti.

Io amo le eresie, gli eretici, gli eresiarchi: arrivo da paesi d’eresia (sono nato nel paese in cui morì Gioacchino da Fiore e a pochi chilometri fu catturato, qualche anno dopo, Tommaso Campanella…). Certo non è la Langa regione d’eresia: bisognerebbe spostarsi un po’ più a nord, nel Canavese. Ma la Langa, ogni tanto, mi stimola suggestioni eretiche con certi suoi vini, con certi suoi personaggi. Angelo Gaja tra questi.

Salute.