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I Lari l’aria, Sud

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Dopo un paio di mesi di elaborazione e due o tre settimane di lavoro tecnico, finalmente una notte insonne m’è servita per far sgorgare, con la consueta fatica, queste rime. Sofferte, affaticate, speciali; pensate e ispirate da qualcuno in particolare ma tutte mie, tutte per il mio rigoglioso Sud che perdo e rincontro mille volte ogni giorno. Che ogni giorno mi pervade con i suoi riverberi improvvisi, a volte abbacinanti. Parto davvero travagliato ma dal risultato che, come di rado succede, mi riempie di soddisfazione.

Sono contento, questo lavoro (14 dicembre 2014) mi è venuto proprio come desiderato.

Il Grande Da Venosta mi ha protetto e sorvegliato, come sempre sussurrandomi: Carpe, carpe diem…

Maturano i fichi d’india

Io adoro i fichi d’india. E finalmente stanno maturando, qui nel nostro voluttuoso sud. Quest’anno li sto mangiando accompagnandoli con il Nero di Troia e il Bombino Bianco. Una meraviglia! Per queste fotografie ho usato una splendida bouganvillea come sfondo.

SUD, la sintesi di un concetto

Questo mio scatto, colto sul Gargano quest’anno a agosto, è la sintesi di un concetto ampio e assai relativo che tutti sono in grado di capire ma pochi sanno spiegare: il Sud. Questo frutto, il nopàl messicano diventato fico d’india, è nel mio immaginario l’emblema che meglio sintetizza il concetto di cui sopra.

La fotografia è, come dev’essere ogni cosa importante, semplice e diretta: ci ho messo quattro o cinque giorni a pensarla e a costruirla; poi due o tre scatti, con la luce giusta e non serve neanche la postproduzione in photoshop.

Vincenzo Vita, mio amico, produttore di vino e di olio, di origine salentina, ogni tanto mi porta dei fichi d’india dalle sue terre. Dato per scontato l’abbinamento con i vini locali (suggerisco bianchi di corpo, non troppo dolci), a me piace mangiarli freschi bevendoci insieme una Barbera d’Asti superiore di 4/5 anni: è un abbinamento che trovo sensazionale.

Di più: un lenimento (com’era uso presso i romani, che il vino lo usavano spesso come medicamento, vedi il mio pezzo sul Liber Medicinalis) a ogni guaio, non solo fisico: pene d’amore, mutuo da pagare, stipsi, colite, emicrania, Berlusconi, Inter, miss Italia, Vespa, D’Alema, mal di pancia. E financo Calderoli, Bondi e Di Pietro! Mangiate fichi d’india freschi, bevendoci Barbera d’Asti e vi passa tutto. Proprio tutto. Parola mia!

Luci e colori del Sud/Colors of the South of Italy

Queste fotografie sono state riprese nella piana pleistocenica  di Mattinatella (Gargano, Puglia) in questo agosto 2010. Ci sono i colori e le luci del nostro fascinoso Sud. Mancano gli odori penetranti della macchia mediterranea, mancano i suoni delle fronde degli ulivi, dei mandorli, del ligustro eccitate dal vento. Però ci sono i verdi cangianti delle piante dei capperi, degli olivi millenari (quello accanto a cui c’è mia moglie Margherita ha un diametro di quasi 4 metri!), dei fichi d’india, degli oleandri; e c’è il fiore – la pianta fiorisce una sola volta durante la sua vita – dell’agave americano che da noi ha attecchito con lo stesso entusiasmo del nopal messicano (il fico d’india). Il mio vuol essere un semplice tributo d’amore verso le terre che amo e da cui sono riamato.