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Divin Tarocchi

Dopo molti anni ho ripreso a maneggiare, a leggere, a comporre i miei vecchi Tarocchi Marsigliesi. E a riceverne stimolanti segnali.

E ho ripreso a leggere il libro, straordinario, del Maestro Alejandro Jodorowsky (e Marianne Costa): chiunque voglia occuparsi, a qualsiasi titolo, di Tarocchi non può non leggere questo libro unico.

E mi sono venute delle suggestioni, come al solito.

Prossimamente ci saranno sviluppi operativi, spero anche stimolanti. Metterò insieme Tarocchi, astri, numeri e….vino: i miei vini per brindare e divinare!

E, come sempre, al “mio” Caffè Elena, tutti i martedì sera, in quella splendida piazza che si chiama Vittorio Veneto. A Torino, tra la via Po di Castellamonte e il ponte Napoleonico che unisce la Città alla Collina, con il benestare della chiesa della Gran Madre di Dio.

Vincenzo Reda al Duca Bianco di La Morra

https://www.vincenzoreda.it/la-mia-personale-al-duca-bianco-di-la-morra/

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Il 30 settembre prossimo, intorno alle 19.30 sarò con  i miei amici – passati presenti futuri (purché veri) – quelli che vorranno o potranno esserci (meglio se non tantissimi), al Duca Bianco di La Morra (Via Umberto I, 25 – Tel. 0173 500368) per inaugurare la mia mostra personale che sarà permanente. E’ importante questa data: il giorno appresso compio gli anni e non mi ricordo se sono 41, 49 o addirittura di più, boh (ma poi che importa)!

Berremo vini, faremo chiacchiere e metteremo sotto i denti qualcosa. Se poi qualcuno vuole restare per la cena, sarà gradito (ma la cena se la paga, magari a prezzo conveniente: giusto per essere chiari!).

Il Duca Bianco, essendo stato rilevato da un mio vecchio amico, sarà il mio riferimento in Langa: mi troverete spesso a bere, a dipingere il murale che era in piazza Vittorio (e non c’è più: lo rifarò al posto di quel gelato, dipingendolo con il vino di qualche amico, vedremo), a dipingere sugli specchi, a leggere i tarocchi, a sproloquiare….

Vi aspetto.

Salute.

 

 

Il Caffè Elena, i Tarocchi, Il Barolo Cannubi 2007 e…io

Martedì sera: il posto è il mio solito Caffè Elena, sotto i portici di piazza Vittorio Veneto a Torino. Seduto al solito tavolo, sorvegliato dal mio murales con la silloge di H. von Hutten, gusto un magnifico Barolo Cannubi 2007 dei Marchesi di Barolo. E leggo i Tarocchi: leggo gli occhi e le espressioni di chi mi sta davanti e ne recepisco i timori e le speranze…

Gargano, 1989

Dal libro “Citando Borges”

Doveva vorticosamente irrompere nella mia vita il 1989 (che fa tre volte nove, ossia ventisette che è ancora una volta nove, che nei tarocchi magici è la carta affascinante del vecchio eremita che sonda l’ignoto con la sua lanterna): in quell’estate, vagolando attonito tra gli ulivi antichi, contorti e spaccati, della piccola piana di Mattinatella, Gargano, arrostita dal sole inclemente di agosto, scoprivo tra le pagine di un’edizione apparentemente insignificante, scovata in qualche libreria remainder o nei mucchi affascinanti di supplicanti e consunti volumi usati o resi di qualche bancarella, di un saggio pubblicato dalla SugarCo Edizioni (Milano, novembre 1980) di un etnologo tedesco, Wilfried Westphal, la chiave che mi permetteva di accedere direttamente dentro quell’edificio di cui, fino a allora, avevo avute visioni soltanto parziali attraverso fenditure occasionali, finestre, spiragli, crepe.

Steso dentro un’amàca tessuta dal mio amico Nicola Silvano, l’antico dauno, tesata fra due ulivi centenari, leggevo questo saggio molto di parte dell’etnologo tedesco: I Maya, antichi e moderni schiavi, fumando innumerevoli mezzi antichi toscani e deliziandomi con il gusto intenso e franco di un magnifico e contadino bianco del sud, “il bianco forte che fa assaggiare l’infinito a tutta la gente di bocca buona”, come canta Guccini che di vino se ne intende.

Lì dentro, acquattata, c’era la storia di Gonzalo Guerriero, altro Droctulft….”