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Già…

Parlavo con il mio amico Luigi Bellucci a proposito del suo articolo (http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=7315) riguardante la presentazione  del vino Già di Fontanafredda su Tigulliovino: lo avevo chiamato per gli auguri di rito, per il piacere di sentirlo e anche per fare quattro chiacchiere su questo nuovo prodotto di Oscar Farinetti che, al solito, ha innescato qualche polemica. Superflua. Inutile. E con Luigi concordiamo.

Veniamo al dunque. La bottiglia da 1 litro, idea ottima, l’ho acquistata presso l’Enoteca Piana, in via Garibaldi a Torino: l’ho pagata 8 euro, meno di quanto la si paga normalmente, perché da Piana ci sono i prezzi migliori del mercato. L’ho acquistata perché all’amico Farinetti non devo nulla (tra le altre cose, mi piace precisarlo, pur avendo spesso scritto di lui e di Eataly e scritto bene, non ho mai ricevuto nulla in omaggio, neanche una bottiglia di vino. E questo è bene) e così mi sento libero di dire quel che penso (non che con una bottiglia di vino mi si possa comprare, per quel poco che valgo). E penso che Già sia la solita, intelligente operazione di marketing di Oscar Farinetti: doveva produrre un novello ed ecco cos’ha fatto (già visto). L’ha progettato per benino, l’ha vestito a festa e l’ha scagliato sul mercato con il solito contorno di tradizione e di poesia, magari posticcio, ma che per il mercato funziona, eccome. E che gli si può dire, se non: bravo! Personalmente non mi piacciono i novelli e Già è un novello un poco più furbo e ben assemblato che non muore in bocca e che ha una sua complessità sia al naso sia in bocca e, senti senti, anche una certa persistenza: com’è ovvio, a me non piace, ma questo conta poco. Non mi piace nemmeno confondere marketing e poesia, mercato moda e tradizione: ma io non vendo vino! Quindi, per quanto mi riguarda, bravo Farinetti! Ma, ancora per quanto mi riguarda, ai miei due lettori sconsiglio i novelli, Già compreso, e consiglio un mare di ottimi vini giovani, freschi, gradevoli, poco costosi e di ogni regione italiana: ce ne sono per tutti i gusti!

E, a proposito – per rifarmi la bocca durante gli assaggi del Già – ho bevuto una di quelle rustiche Barbera che tanto mi piacciono: anno 2009, produttore Pier Bruno Baracchini, azienda minuscola Il Girapoggio per un ettaro di vigna a Verrua Savoia, Doc Collina Torinese. Produce soltanto Barbera, una Barbera tosta, magari con qualche difettuccio qua e là: ma è vino, vino vero che la poesia non ce l’ha nel marketing inesistente ma te la fa sentire in bocca e in gola. Ma questi sono discorsi fatti per gente come me che conta poco o punto, almeno per quanto riguarda il mercato.