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Jerry Rubin, Siamo Tanti

Jerry nacque a Cincinnati nel 1938 e morì, causa un incidente stradale, a Los Angeles il 28 novembre 1994. Fu un attivista contro la guerra in Vietnam e fu profeta della controcultura alternativa, insieme a  Abbie Hoffman (1936-1989) e Timothy Leary (1920-1996). Questi tre personaggi hanno avuto per qualche anno, tra la metà degli anni Sessanta e i primissimi Settanta, comunione di idee e di fatti. Politico Jerry Rubin, che finirà per diventare un business man (uno dei “porci” che odiava) e sarà tra i finanziatori della Apple neonata. Vero eversivo, fino alla morte per droga, Abbie. Intellettuale raffinato Timothy, famoso per aver sostenuto l’utilità dell’LSD, per aver influenzato Moody Blues e John Lennon. Dopo gli anni della controcultura, si diede all’informatica e alla cibercultura. Morì per un cancro alla prostata.

Nei primi anni Settanta io mi nutrivo di queste idee legate alla cultura beatnik e hippie (yippie) e una delle bibbie era proprio questo libro di Rubin. La mia è la prima edizione italiana (non so se ce ne sono state altre), del 1973: Arcana Editrice, 2.500 lire. L’introduzione è di Franco Quadri. Il titolo originale è: We are everywhere, pubblicato nel 1791, dopo il successo di Do it! Scenarios of the revolution, pubblicato un anno prima.

«…Dobbiamo anche sopprimere la Coca dal nostro sistema. La Coca è l’essenza dell’imperialismo, è una bevanda velenosa. Il Coca-colonialismo. Noi yippie dovremmo organizzare una campagna, all’interno della cultura giovanile, contro le sigarette e la coca e incoraggiare la gente, invece, a condurre una vita veramente edonistica. Poiché dobbiamo costituire un esercito di partigiani dobbiamo tutti  essere forti. La chiave alla vera comprensione della vita è la salute del corpo. Perché suicidarsi quando la vita è così divertente? Gli yippie strappano le vitamine e i cibi organici dai negozi profittatori. Spero che abbiate rubato questo libro. Un libro rubato è meglio.Ti senti così su, dopo!

NON VOLTARTI INDIETRO!

[…] Amiamo troppo la vita per lasciarci spaventare dalla morte, nostra o altrui. Solo se non hai più paura della morte puoi amare appieno la vita.

VIVREMO OGNI ISTANTE COME SE FOSSE L’ULTIMO»