Posts Tagged ‘Torino Viva’
Avv. Renato Rolla, Moderati per Chiamparino, è la mia scelta per le Regionali

Per le elezioni Regionali del 25 maggio prossimo la mia scelta è quella di appoggiare e consigliare la candidatura dell’ avv. Renato Rolla come rappresentante degli elettori dei Moderati per Chiamparino (presieduti dall’On. Domenico Portas) al Consiglio della Regione Piemonte.

Renato Rolla è un avvocato civilista, da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo (è presidente ANCOS regionale e membro di Torino Viva, associazione ambientalista presieduta dal Dr. Giorgio Diaferia).

Renato Rolla non è un politico di professione: è una persona pulita, franca e preparata; amico personale da anni e sinceramente, con grande motivazione, desideroso di mettersi in gioco al servizio di chi lo sceglierà per contribuire con il proprio impegno a risolvere i molti e gravosi problemi che travagliano la Nostra Regione e il Nostro Paese in questi tempi di crisi profonda.

Nessuna promessa proclamata a vanvera alla ricerca di uno sterile consenso: soltanto l’impegno della totale disponibilità  personale  e professionale al servizio di chi lo avrà scelto come rappresentante, mi pare non poco! Pare ovvio.

Merita un bel “In bocca al lupo!“.

Dimenticavo: Renato ha un difetto (meglio: un peccato originale), è un grande tifoso granata! Ma questo, per qualcuno, potrebbe anche costituire un merito. Non per me, ma soprassiedo volentieri, almeno in questo caso, alle mie passioni sportive…

Renato Rolla di Torino Viva presentato a La Vetreria

Torino Viva il 21 febbraio 2014 ha incontarto a La Vetreria l’Avv. Renato Rolla. Presenti, tra gli altri: l’On. Giacomo Portas (Moderati), Massimo Manolino e il Dr. Giorgio Diaferia.

www.torinoviva.blogspot.com

Torino Viva, Convegno Ambiente e Salute, 8 ottobre 2011: il testo del mio intervento

Saluto e ringrazio i presenti.

Desidero portare alla vostra attenzione un malcostume che,  soprattutto a partire dalle Olimpiadi Invernali del 2006, sta diventando non soltanto insopportabile ma direi anche controproducente.

Con tutta probabilità in quel periodo moltissimi si accorsero di quanto fosse attraente il centro storico di Torino: quelle strade, quelle piazze, quelle quinte scenografiche di portici e facciate del severo barocco piemontese che tanto affascinarono Giorgio De Chirico e gli ispirarono la sua pittura metafisica.

Ebbene, da allora si assiste alla perniciosa attitudine di permettere che in quelle stesse strade e piazze, che nel frattempo si è lodevolmente provveduto a liberare dal traffico privato, spuntino come funghi invasivi e velenosi gazebo e posticce strutture di ogni genere che ospitano qualunque tipo di attività, giustificata da qualsiasi futile occasione. Ciò con l’apparente intento di animare, tra virgolette, il centro storico.

Concessionari di auto, venditori di magliette, organizzatori di rassegne musicali, fabbriche ambulanti e malodoranti di street-food di pessima qualità: a tutti viene concesso di imbrattare il centro storico per la più inutile delle occasioni.

Le strade e le piazze storiche di Torino, e mi riferisco soprattutto agli assi ortogonali Carlo Felice-Via Roma-Piazza Castello e Via Garibaldi-Via Po-Piazza Vittorio, non sentono la necessità di essere animate: già lo sono dai sempre più numerosi turisti, italiani e stranieri, che si osservano passeggiare ammirati con le loro brave cartine e gli sguardi curiosi e stupefatti dall’austera bellezza che Guarini, Castellamonte, Juvarra hanno saputo donare a Torino. Già sono animate dall’abitudine dei torinesi di riappropriarsi di questi luoghi magnifici semplicemente per passeggiare, per sostare nei numerosi dehors di locali pubblici che sono uno dei nostri vanti.

Il comune può far cassa, come si dice, stimolando Coldiretti, venditori di auto, cicli, motocicli e hot-dog a rendere vivi e animati i bellissimi e numerosi spazi che Torino possiede nelle aree semicentrali e periferiche. Il comune farebbe bene a permettere l’organizzazione di concerti, fiere, rassegne, mostre e sagre varie dove si sono sempre fatte prima di sgombrare il centro storico dal traffico privato, cioè alla Pellerina, al Valentino, nell’area del Vecchio Palazzetto dello Sport, nel parco della Colletta. Le zone periferiche necessitano di essere valorizzate e rese fruibili da chi le abita che in questo modo può riappropriarsene e preservarle da tutte quelle attività di malaffare che l’abbandono aiuta a incentivare.

Va sottolineato che i megaconcerti e comunque tutto ciò che necessita di sovrastrutture ingombranti e posticce lascia danni enormi sulle delicate superfici che si sono provvedute a restaurare in maniera anche esteticamente apprezzabile e con grande impegno economico. Piazza Castello con le sue stupende lose è stata devastata da queste strutture: il punto è che la manutenzione, costosissima, è a carico della circoscrizione, alla quale non spetta però un solo euro per la concessione del suolo pubblico: i denari sono incassati direttamente dal comune.

In coda a questo mio intervento,  desidero ricordare con piacere e un poco di nostalgia un galantuomo, di cui non condividevo le idee politiche ma che stimavo: l’architetto Giuseppe Dondona, scomparso nel dicembre del 2000. Tra l’85 e il ’92 egli fu assessore all’arredo urbano nelle giunte Cardetti, Magnani Noya, Zanone e Cattaneo Incisa. In buona sostanza, egli creò il concetto di arredo urbano e tanto dobbiamo a quest’uomo dell’odierna ritrovata bellezza del nostro centro storico.

Certo, mi rendo conto che altre sono le priorità: ma la capacità di una comunità di riconoscere i propri valori estetici e di permettere ai cittadini di fruirne nei modi più opportuni, misura il grado di civiltà e il livello culturale di quella stessa comunità.

Grazie.

 

http://torinoviva.blogspot.com/2011/10/dibattito-su-ambiente-e-salute-buona-la.html

https://www.vincenzoreda.it/continua-lo-stupro-delle-piazze-storiche-a-torino/ 

Quando Torino decide di mostrarsi….così, di Vincenzo Reda

http://torinoviva.blogspot.com/2009/09/quando-torino-decide-di-mostrarsicosi.html