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Vinitaly 2015, Bilancio in sintesi

50ª edizione dal 10 al 13 aprile 2016

VINITALY 2015, UN’OTTIMA ANNATA

CRESCONO I BUYER ESTERI IN ARRIVO DA 140 PAESI. NEL 2014 ERANO 120.

I visitatori a quota 150mila. Oltre 2.600 giornalisti da 46 nazioni. Riprende il mercato interno con operatori horeca e Gdo.

Verona, 25 marzo 2015

Tutto il mondo a Vinitaly, con operatori professionali da 140 Paesi, ben 20 in più rispetto al 2014. «Il risultato centra l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Grazie all’aumento del 34% degli investimenti dedicati all’incoming e alla collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia-ICE e il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, abbiamo aumentato la già alta partecipazione di buyer stranieri», ha affermato Ettore Riello, presidente di Veronafiere.

In totale i visitatori sono stati circa 150mila, ma rispetto al passato c’è più Far East, con Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia. Crescono il Messico e anche l’Africa, con new entry interessanti come Camerun e Mozambico. Bene pure il Nord Africa, con la ripresa di Egitto, Tunisia e Marocco sia per il vino che per l’olio extravergine di oliva di Sol&Agrifood.

«I grandi mercati di Usa e Canada da soli rappresentano il 20% degli oltre 55mila visitatori esteri. L’area di lingua tedesca, Germania, Svizzera e Austria, si conferma la più importante con il 25% delle presenze, il Regno Unito è al terzo posto con il 10%, seguono in termini numerici i buyer dei Paesi Scandinavi e quelli del Benelux – ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Abbiamo registrato grande soddisfazione da parte degli gli espositori, per la capacità di Vinitaly di migliorare di anno in anno il numero di buyer esteri e la qualità dei visitatori, mantenendo alto il numero dei contatti, tanto che aziende private di grande rilevanza hanno già sottoscritto rinnovi triennali per le prossime edizioni».

Merito anche della nuova profilazione dei visitatori adottata quest’anno, con un ulteriore affinamento della selezione del target dei visitatori e con la registrazione di tutte le persone in ingresso: questo costituirà un data base di straordinario valore per le prossime iniziative di marketing e sviluppo internazionale.

Nella top ten dei Paesi, impressiona la crescita della Francia, che precede il Giappone, mentre Cina, Hong Kong e Taiwan si collocano all’ottavo posto. La Russia, nona, è l’unica in controtendenza come conseguenza della difficile situazione geopolitica in atto. Chiude al decimo posto il Brasile.

Sono in aumento le presenze da altri Paesi dell’Unione Europea, in particolare da Polonia e Romania.

Questo Vinitaly assiste anche al ritorno di un certo ottimismo per il mercato interno, con operatori interessati provenienti da tutta Italia, sia del canale horeca, sia della Gdo.

La manifestazione è stata seguita da oltre 2.600 giornalisti da 46 nazioni.

ALCUNE DICHIARAZIONI

Mastroberardino – Piero Mastroberardino

«Tanta clientela business con una copertura completa dei mercati classici e al lunedì grande partecipazione di clientela business nazionale. I numeri sono importanti e abbiamo meeting con operatori anche oggi che è l’ultimo giorno.

Abbiamo avuto contatti anche con operatori di mercati non maturi e in fase di sviluppo, che approcciano al vino con interesse. Siano riusciti a presentare alcune nostre nuove iniziative innovative e a veicolare messaggi più raffinati che in passato».

Umani Ronchi – Michele Bernetti

«Vinitaly è la fiera dove c’è il focus del vino italiano e dove tutto il mondo converge. Sono per noi giorni importanti e di grande soddisfazione».

Ferrari – Camilla Lunelli

«Per quanto riguarda i buyer esteri il bilancio è positivo. Bene anche il mercato-Italia, con Gdo e ristoratori di alto livello. Ottima l’anteprima di OperaWine».

Marchesi di Barolo – Valentina Abbona

«In questo Vinitaly abbiamo avuto la conferma che, almeno per quanto riguarda il settore agroalimentare, quanto da tempo auspicato si sta rapidamente realizzando: un flusso continuo di operatori da ogni Paese del mondo. Australia, Malesia, Indonesia, Taiwan, Corea, Giappone, Kazakistan, Emirati e tanti altri: un interesse vero che coniuga cultura e passione con il business».

Peter Lundgard Schmidt – Buyer dalla Danimarca

«Le domande del mercato danese relativamente al settore vitivinicolo sono indirizzate verso la ricerca di vini fruttati e poco corposi. È proprio nella produzione italiana che il nostro mercato trova la risposta ideale a queste esigenze. Ho frequentato diverse fiere dedicate al settore, ma è la mia prima volta a Vinitaly. Ho scelto di venire a Verona con la consapevolezza di trovare nuovi produttori ed occasioni di business molto interessanti».

 

Clinton Ang – Corner Stone, buyer da Singapore (il principale importatore dal sud-est asiatico)

«Il mercato del vino italiano a Singapore sta vivendo una stagione molto positiva. Il nostro Paese ha scoperto da poco il cibo italiano e le qualità enogastronomiche dell’Italia intera. Tutte le regioni sanno offrire una produzione vitivinicola eccellente e in grado di rispondere a tutte le esigenze, nonché a sposare sapientemente qualsiasi pietanza.

La mia famiglia viene a Vinitaly da tre generazioni e per me è già il quinto anno. Solo qui troviamo tutti i produttori che ci interessano e riusciamo a fare business in modo efficiente e molto concentrato, è la fiera perfetta in questo senso ed ogni anno ci consente di stringere rapporti commerciali molto importanti.

Sono in questi giorni a Verona rappresentando circa 27 regioni del Sud-est asiatico da Singapore a Hong Kong: l’obiettivo che ci eravamo posti prima della partenza era quello di trovare un Prosecco che rispondesse a determinate caratteristiche. Non solo ho già trovato quello che cercavo, ma da questo incontro è nata una joint venture con l’azienda. Non posso che ritenermi soddisfatto».

Wong Yin-How – Managing Director Vintry, buyer dalla Malesia

«Il mercato del vino in Malesia sta crescendo di circa del 10% e anche i vini italiani stanno guadagnando nuove quote di mercato. Per il momento i vini più venduti sono quelli toscani, ma ho scelto di venire a Vinitaly proprio per cercare nuove cantine che producano vini bianchi e freschi. Posso definirla sicuramente un’esperienza costruttiva, ho trovato produttori del Piemonte, Sicilia, Umbria e Campania, davvero molto interessanti. La mia permanenza in fiera non è ancora conclusa, sono certo che troverò anche altri produttori potenzialmente interessanti per il nostro mercato».

Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, agroalimentari e forestali

«Il settore vitivinicolo è un patrimonio fondamentale per l’Italia con oltre 14 miliardi di euro di fatturato e migliaia di aziende che rappresentano con passione, innovazione e professionalità la ricchezza dei nostri territori. Vogliamo aiutare queste esperienze a crescere, liberandole da lacci burocratici che le hanno appesantite in questi anni. In questi dodici mesi abbiamo messo in campo un’operazione di semplificazione che ha portato alla dematerializzazione di 64mila registri, al taglio di burocrazia inutile e che ha iniziato davvero a mettere la pubblica amministrazione al servizio delle aziende. Abbiamo anche approvato il tanto atteso decreto per i diritti d’impianto e siamo stati protagonisti del piano straordinario per l’internazionalizzazione che vedrà proprio l’agroalimentare al centro delle azioni».

Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole, agroalimentari e forestali

«Questa edizione ha manifestato ancora più delle precedenti la grande voglia di internazionalizzazione del nostro Paese che nel settore del vino vede uno degli elementi di massima qualità. Qui abbiamo una straordinaria espressione di quell’Italia che vuole farsi conoscere nel mondo per eccellenza e innovazione.

Per questo abbiamo dato il via ad un grande progetto per l’agroalimentare made in Italy, che coinvolge Mipaaf, Mise e Affari esteri, con anche un Piano Fiere finalmente strategico. Se vogliamo arrivare ai 50 miliardi di export in questo comparto, dobbiamo mettere in campo tutto questo».

 

Servizio Stampa Veronafiere

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Batsoà all’Osteria Battaglino di Dogliani

In compagnia di Beppe Caviola, grande enologo ma anche grande produttore di Dolcetto d’Alba(Vilot e Barturot) di Barbera (Bric du Luv) e dello stupendo Barolo Sottocastello, abbiamo pranzato all’Osteria Battaglino, in Piazza Martiri della Libertà a Dogliani.

La vivacissima e appassionata Flavia in sala (non più di 35/40 coperti apparecchiati con gusto non banale) e Marco in cucina ci hanno fatto apprezzare una cucina tradizionale di gran livello: i piedini di maiale classici (batsoà), spiedini di lumache di Cherasco alla parigina, acciughe  in salsa di pomodoro (squisite), porcini impanati e ottimi agnolotti del plin con ripieno vegetale e una pasta all’uovo molto sottile e tirata a mano. Il tutto nobilitato dal Barolo Sottocastello 2006: la vigna di poco meno di due ettari è un impianto di quarant’anni in Novello, esposto a sud-est. Vino di austera eleganza, con tannini spiccati ma, pur giovane, già con sentori di tabacco e tutto il resto (non sto qui a dilungarmi nelle sfumature che tanto amano i sommelier). Semplicemente un Barolo tra i migliori da me bevuti e ho fresco il ricordo del Cannubi Damilano 2007 elegantissimo e morbido, di cui Beppe è amorevole genitore.

Giornata di grande soddisfazione personale a contatto con persone dall’approccio semplice eppure di grandi valenze professionali: non è cosa di tutti i giorni. Parlerò ancora molto di Beppe Caviola e dei suoi numerosi vini in giro per l’Italia (certo Umani Ronchi, Damilano e Sella e Mosca, ma anche il mio prediletto valdostano Anselmet e altre piccole cantine di qualità in Liguria, nell’Oltrepo Pavese, in Umbria: tutte seguite direttamente, senza alcun collaboratore o stagista). I miei auguri tradizionali per le feste di fine anno saranno dipingi con il suo Dolcetto Barturot 2009: lo desideravo da qualche anno.

Osteria Battaglino – Piazza Martiri della Libertà, 12 – 12063 Dogliani (CN) – Tel. 0173 742089

info@osteriabattaglino.it    www.osteriabattaglino.it