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Umberto Eco: Costruire il nemico e altri scritti occasionali

” E’ solo nel silenzio che funziona l’unico mezzo d’informazione che è il mormorio. Ogni popolo, anche se oppresso dal più censorio dei tiranni, è sempre riuscito a sapere tutto quel che succede nel mondo attraverso il mormorio. Gli editori sanno che i libri che sono diventati best seller non lo sono diventati per la pubblicità o per le recensioni, ma per un termine che in francese si dice bouche à oreille, in inglese si dice world of mouth, in italiano si dice passaparola: i libri arrivano al successo solo attraverso il mormorio. Perdendo la cognizione del silenzio si perde la possibilità di captare il mormorio, che è l’unico fondamentale e attendibile mezzo di comunicazione. Ed ecco che quindi, in conclusione, direi che uno dei problemi etici che ci si pone è come tornare al silenzio. E uno dei problemi semiotici che potremmo affrontare è studiare meglio la funzione del silenzio nei vari modi di comunicare. Abbordare una semiotica del silenzio: può essere una semiotica della reticenza, una semiotica del silenzio nel teatro, una semiotica del silenzio in politica, una semiotica del silenzio nel discorso politico, cioè la lunga pausa, il silenzio come creazione di suspence, il silenzio come minaccia, il silenzio come consenso, il silenzio come negazione, il silenzio in musica….”

Non è uno dei libri memorabili di Umberto Eco, quest’ultima raccolta di scritti e interventi vari (Bompiani, 334 pp. 18,50 €). Però è sempre l’Umberto Eco saggista lucido e osservatore di fatti da prospettive sempre uniche, sempre e comunque portatrici di conoscenza. Questa citazione dal capitolo “Veline e silenzio” è straordinaria: in un mondo in cui sembra essere premiante strillare più forte forse il silenzio merita d’essere eticamente rivalutato. Tra i quindici piccoli saggi che compongono il libro, oltre a questo sopra citato, meritano attenzione anche: “Astronomie immaginarie“, “Perché l’isola non viene mai trovata” e “Costruire il nemico“. Se come romanziere (“Il cimitero di Praga”, come ho già detto, è assai deludente) spesse volte Eco lascia a desiderare, come saggista è assai più spesso inarrivabile. anche se non in forma smagliante.

Consiglio: invece che spendere soldi in libri inutili che sono al top delle classifiche, regalate questo libro, perché vi potrà servire, prima o poi.