Posts Tagged ‘vertici mondiali ecologici’
A proposito di Copenhagen

Questo articolo è stato scritto per  www.ecograffi.it il sito diretto dal Dr. Giorgio Diaferia

“E’ chiaro che mi vien da ridere, anzi – per non essere poi troppo irrispettoso – da sorridere: «Ci riuniamo tutti a Copenhagen e vediamo cosa è meglio fare per curare il Pianeta malato!.

Ci riuniamo proprio tutti e con le migliori intenzioni perché altrimenti il Pianeta morirà; ci saranno Cina, India, Brasile, Stati Uniti, Russia, la cara vecchia Europa: tutti insieme e prenderemo le decisioni più opportune».

Evviva!

Com’è ovvio – perché la faccenda si ripete dai vertici di Rio, di Città del Capo, di Seattle, di Kyoto – non è successo proprio niente: perché il punto non è quello di pensare a salvare il sottoscritto! Dovrebbero cominciare a curare loro stessi e a pensare a salvare il futuro dei loro figli e nipoti, altro che pensare al Pianeta: il Pianeta, io per intenderci, della razza umana me ne impippo, come ho già avuto modo di precisare.

Ne ho viste di razze magnifiche nascere, svilupparsi, dominare e sparire magari dopo milioni di anni: gli uomini sono soltanto un incidente di percorso e, a ogni modo, a loro stessi dovrebbero prestare le prime cure e le giuste attenzioni. Io c’ero prima e ci sarò dopo, e magari starò anche meglio….”.

…………..

Ascoltando questa voce misteriosa che mi parlava da insondabili profondità, dentro e intorno a me, ripensavo all’ultimo vertice di Copenhagen, appena concluso e senza, ancora una volta, nulla di fatto. E ci ripensavo facendo scorrere le immagini fresche dell’India appena visitata per lavoro.

In un viaggio tra il centro della capitale, New Delhi, e un sobborgo distante qualche decina di chilometri, ho visto di tutto e ho visto mondi lontanissimi convivere, uno dentro l’altro ma separati da invisibili e impenetrabili confini; ho visto Gurgaon, un posto infestato di grattacieli e vetro e cemento e acciaio che non esisteva fino a qualche anno fa e ora conta milioni di abitanti; ho visto i costruttori di questo mostro abitare, sotto i vetri e gli acciai, misere capanne di mattoni di fango seccati al sole, sotto intralci di linee elettriche che passano sul loro capo e che a loro nulla servono: i villagers, chiamati dalle campagne come manodopera a costo bassissimo, sono i più virtuosi dal punto di vista ecologico perché la loro cultura e la loro povertà li obbliga a mangiare – poco – a “metri zero”; a non consumare combustibili fossili, a non usare corrente elettrica, a non usare fibre sintetiche, a non sprecare l’acqua, a riutilizzare ogni rifiuto, a partire dai loro stessi escrementi. Eppure partecipano a uno dei più incredibili sprechi e inquinamenti che mi sia mai capitato di vedere.

E allora, come la mettiamo?

Come la mettiamo coi cinesi e i brasiliani? Ma come la mettiamo con le abitudini degli americani e degli europei che dello spreco – l’inno perenne è l’incremento dei consumi, pena La Crisi – hanno fatto un modello di vita che gli uomini ricchissimi dei paesi in via di sviluppo si fanno vanto di copiare, sprecando anche di più?

In India è obbligatorio per ogni possessore di veicolo a motore effettuare ogni tre mesi un controllo delle emissioni: è incredibile, ma sono molto severi e efficienti; posso testimoniare che non è affatto vero che Delhi o Bombay siano inquinate più di Torino: i colletti delle mie camicie a Torino, dopo una mattinata in giro per la città, si fanno grigi, in India ho constatato che le camicie mi duravano più di un giorno!

Ma il punto è che bisogna evitare che indiani e cinesi ci seguano sul terreno dello spreco e noi dobbiamo impegnarci a sprecare di meno: non per salvare il Pianeta, molto più semplicemente per consentire ai nostri discendenti di evitare catastrofi che metteranno in pericolo la sopravvivenza della nostra razza.

E’ una questione di cultura diffusa, non di vertici inutili.

Il Pianeta, con i suoi batteri, i suoi scarafaggi, i suoi topi, le formiche e i colombi staranno a ridacchiare sulle nostre tragedie possibili – probabili – e non hanno bisogno di fare vertici inutili: milioni di anni hanno insegnato loro i modelli corretti di comportamento per la salvaguardia delle loro genìe.

Credo che noi andremo incontro a qualche sonoro, e molto doloroso “schiaffone” e allora, forse, come stupidi e presuntuosi mocciosi, saremo costretti a ripensare i nostri modelli di comportamento.