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A cena con i simpatici Vallesi

E lontano lontano nel tempo/
qualche cosa 
negli occhi di un altro/
ti farà ripensare ai miei occhi/
i miei occhi che t’amavano tanto….”: è una canzone del 1966 di Luigi Tenco. Bellissima. E c’entra con la serata che ho trascorso in compagnia di un bel gruppo di comunicatori dell’Ente del Turismo del Cantone Vallese, Svizzera, assai bene organizzata presso Eataly Torino da MAMpress del bravo Marco Acher-Marinelli. Tutta la sera mi è rigirata in testa quella canzone: il volto di qualcuno mi riportava in maniera straordinaria a ripensare a un mio vecchio, grande amore mai dimenticato….Succede, a volte.

Ma è meglio tornare alla stretta attualità.

Io penso di essere uno dei pochi montanari che non ama la neve, lo sci e in generale gli sport invernali: pur essendo nato molto in alto, a me piace il mare e amo il caldo. Ma ho deciso di accettare questo invito soprattutto per conoscere meglio i vini svizzeri che ho poco frequentato e dei quali, almeno fino a questa sera, avevo poco o punto stima.

Cominciamo dall’inizio: la Svizzera è un paese di circa 41.000 kmq e di 8 milioni di anime, più o meno; è divisa in 26 regioni che si chiamano Cantoni. Il Cantone Vallese (Wallis) si estende tra Francia e Italia (confina con la Valle d’Aosta e il Piemonte) per circa 5.000 kmq, con una popolazione di 300.000 anime e un’altezza media di 500 mslm. Il suo capoluogo è Sion e all’interno del territorio, ad alto interesse turistico, comprende il magnifico Matterhorn (il nostro Cervino) e alcune stazioni invernali celebri in tutto il mondo: Zermatt, MartignyCrans-Montana, ecc…

Ma per quel che m’interessa, questa regione è quella maggiormente vocata per la produzione di vino che risale a tradizioni contadine vecchie di secoli. La Svizzera produce poco più di 1 mln di hl di vino e di questi circa 450.000 sono di vini vallesi, prodotti su oltre 5.500 ha di vitigni, molti dei quali sono appezzamenti terrazzati di quella che da noi si chiama viticoltura eroica (di montagna). Sono oltre 60 i vitigni autoctoni e alcuni si trovano anche nella vicina Valle d’Aosta (Petite Arvine, Cornalin, ecc..). Durante la serata ho bevuto e valutato tre vini: Fendant 2012, Heida 2012 e Sirah 2009 della Cooperativa Vallese Maitre de Chas, alla quale moltissimi vignaioli (spesse volte con appezzamenti di vigna minuscola, in Svizzera pare che ci siano ben 119.000 vigne censite…) conferiscono le loro uve. Tutti e tre i vini comunque corretti: il Fendant (uvaggio di uve autoctone Chasselas) è il bianco più prodotto e bevuto in Svizzera. Bel colore giallo paglierino di media intensità, note di fiori bianchi e un palato non lunghissimo con finale abboccato per un vino di gradazione bassa (12%vol.): direi discreto, piacevole anche se poco persistente e di non eccessiva personalità. Meno interessante il rosso Sirah 2009: qui è chiarissima l’intenzione di costruire un vino dal gusto internazionale in cui il legno piccolo spicca con evidenza per me un poco troppo fastidiosa e comunque a note olfattive assai intense non corrisponde un palato altrettanto interessante e il vino muore troppo presto sia in bocca sia al palato. Di tuutt’altra consistenza l’Heida: un’ottimo bianco assemblato con vitigni autoctoni (Heida o Paien e Savagnin Blanc), giallo paglierino intenso, naso di frutta bianca (banana) e miele e in bocca una bella armonia con finale lunghissimo per un vino di 13%vol. affinato con classe in legno piccolo. Finalmente un vino svizzero sorprendente!

Per finire, mi è d’obbligo citare due belle curiosità del Cantone Vallese: la Vigna di Farinet, nel borgo medievale di Saillon (2.000 anime, posto a 500 mslm e a metà strada tra Martigny e Sion). E’ la vigna più piccola del mondo: 3 ceppi e 1,67 mq. di superficie oggi di proprietà del Dalai Lama e le cui uve concorrono a produrre 1.000 bottiglie che sono vendute per beneficienza.

Altra curiosità, i cui dettagli debbo a Rosa Mattia (Brig Belalp), è la produzione di zafferano (non più di 3/4 chilogrammi a stagione) nella zona di Visperterminen, borgo di Mund (che tra l’altro ospita la vigna più alta dell’Europa continentale a 1.150 mslm – ricordo che a Cipro c’è un vigneto a circa 1.500 mslm!). E’ una tradizione che risale al medioevo e che rappresenta un vero fiore all’occhiello per l’enogastronomia svizzera.

Una bella serata, comunque. Senza dubbio.

www.valais.ch