Tommaso Campanella, sonetto

A CERTI AMICI, UFICIALI E BARONI, CHE, PER TROPPO SAPERE, O DI POCO GOVERNO O DI FELLONIA L’INCULPAVANO

Non è brutto il Demòn quanto si pinge:

sta ben con tutti, a tutti cortesia:

la più sentenza eroica e la più pia:

un piccol vero gran favola cinge.

Il paiuol della pentola più tinge;

nera chiamarla dunque non dovria.

Libertà bramo, e chi non la desia.

Ma il viver sporca, chi per viver finge.

– Chi si governa mal spesso si duole. –

Se pur lo dite a me, ditelo a tanti

gran profeti e filosofi, ed a Cristo.

Né il saper troppo, come alcun dir suole,

ma il poco senno degli assai ignoranti

fa noi meschini e tutto il mondo tristo.

 

One Response to “Tommaso Campanella, sonetto”

  1. Lizzette Slyter Says:

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