Alejandro Jodorowsky – “La danza della realtà” e altri libri

Sono nato nel 1929 nel nord del Cile, in terre conquistate al Perù e alla Bolivia: Tocopilla è il nome del mio paese natale. Un piccolo porto ubicato, forse non per caso, all’altezza del ventiduesimo parallelo. Nei tarocchi ci sono ventidue arcani maggiori. Ciascuno dei ventidue arcani dei Tarocchi marsigliesi è disegnato all’interno di un rettangolo composto da due quadrati. Il quadrato superiore può simboleggiare il cielo, la vita spirituale, mentre quello inferiore la terra, la vita materiale. Al centro del rettangolo s’iscrive un terzo quadrato che simboleggia l’essere umano, unione tra la luce e l’ombra, ricettivo verso l’alto, attivo verso la terra….In lingua quechua Toco significa ‘doppio quadrato sacro‘ e Pilla ‘diavolo‘. Qui il diavolo non è l’incarnazione del male ma un essere della dimensione sotterranea che si affaccia da una finestra fatta di spirito e materia, il corpo, per osservare il mondo e apportarvi la propria conoscenza. Presso i mapuche, Pillàn significa ‘anima, spirito umano giunto allo stadio definitivo‘.” Questo è l’incipit del libro “La danza della realtà” di Alejandro Jodorowsky, scritto nel 2001 e pubblicato in Italia per i tipi di Feltrinelli nel 2004.Quando illustro ai miei lettori un autore o un libro, alle essenziali note biografiche e alle scarne, ma quanto più chiare possibile, mie riflessioni sono solito accompagnare ampie citazioni che ho avuto modo di scegliere con cura e che forniscono una sorta di spiraglio su quel che l’autore o l’opera hanno da comunicare al potenziale lettore. In buona sostanza, il mio compito non è quello di spiegare in modo esauriente, bensì cercare di incuriosire e portare alla conoscenza di chi lo desidera un nuovo, piccolo brandello di sapere, o semplicemente un nuovo punto di vista.

Per la conoscenza di questo personaggio straordinario, il percorso deve necessariamente cominciare dal libro sopra citato. E’ la sua biografia, la storia di una vita per certo unica e stravolgente.

Alejandro Jodorowsky nasce appunto in Cile da una famiglia di profughi ebrei ucraini. Si trasferisce a Parigi nel 1953, forte di un’esperienza teatrale e poetica dovuta a un’intensa attività assai innovativa svolta in patria. A Parigi fonda con Arrabal e Topor il movimento di teatro, che diventerà anche cinema, “panico”.

In Italia viene conosciuto a metà degli anni settanta come autore del film “La montagna sacra”, una pellicola cult, oggi di difficile reperimento. Dopo il successo, soprattutto in ambienti artistici e culturali d’elite, di quell’opera, venne distribuito anche “El Topo”, film che in realtà Jodorowsky aveva girato prima ( 1971 questo, 1973 “La montagna sacra”) e sempre in Messico, paese che egli considera magico per eccellenza.

Oltre a un altro film, egli è autore teatrale, sceneggiatore e collaboratore dei più grandi disegnatori di fumetti, mimo, scrittore e grande esperto di tarocchi.

Il secondo libro di cui consiglio la lettura è proprio “La via dei Tarocchi”, scritto nel 2004 e pubblicato in Italia sempre da Feltrinelli nel 2005. E’ senza ombra di dubbio il più esauriente, interessante, straordinario libro dedicato ai tarocchi mai scritto: un volumone di quasi 600 pagine di lettura impegnativa, da rileggere e consultare per sempre. Importante perché, a prescindere dall’interesse verso l’argomento, vi si trova la genesi della sua ricerca sulla psicomagia.

Citerò di seguito alcuni passi da “La danza della realtà”.

“.. L’albero genealogico si comporta, con tutte le sue componenti, come un individuo, un essere vivente. Ho chiamato lo studio di questi problemi “psicogenealogia” (così come ho chiamato lo studio dei tarocchi “tarologia”. Nel giro di pochi anni i “tarologi” e gli “psicogenealogi” si sono moltiplicati). Alcuni terapeuti che hanno compiuto studi genealogici hanno cercato di ricondurre tale albero a formule matematiche, ma non è possibile ingabbiarle nella razionalità. L’inconscio non è scientifico, è artistico. Lo studio delle famiglie va condotto diversamente. Di un corpo geometrico si conoscono perfettamente le relazioni fra tutte le parti, per cui non è modificabile. Un corpo organico sviluppa relazioni misteriose….

…..Il paziente deve fare la pace con il suo in coscio, non deve liberarsi di lui, ma trasformarlo in un alleato. Se impariamo il suo linguaggio, si mette a lavorare per noi. Se la famiglia che vive dentro di noi ancorata alla memoria infantile è alla base del nostro inconscio, allora dobbiamo far evolvere ogni nostro parente trasformandolo in un archetipo….

……I clienti continuavano ad aumentare, quindi fui costretto a effettuare sedute di gruppo durante i fine settimana. Per curare la famiglia ho deciso di drammatizzarla.

……Questi esercizi ci avevano convinti che, divenendo consapevoli delle relazioni malate, le avevamo guarite. Eppure ritornando dalla situazione terapeutica alla normalità, i sintomi dolorosi erano di nuovo presenti. Per risolvere un problema non bastava identificarlo! Una presa di coscienza, un confronto drammatizzato, un perdono immaginato se non venivano seguiti da un atto nella vita quotidiana, alla fine erano sterili.”

Ancora.

“Perché un atto magico sortisca buoni risultati, il ciarlatano popolare deve per forza presentarsi come un essere superiore che conosce ogni mistero. Il paziente accetta i suoi consigli in modo superstizioso, senza capire come né perché agiscano sul suo inconscio. Invece lo psicomago si presenta come il semplice conoscitore di una tecnica, come un istruttore, e si preoccupa di spiegare al paziente il significato di ogni atto e la sua finalità.

Chi viene a chiedere un consulto sa che cosa sta facendo. Ogni superstizione viene bandita: eppure non appena si mettono in pratica gli atti prescritti, la realtà inizia a danzare in un modo diverso, nuovo.”

Per finire con “La danza della realtà”: “… Fondamentalmente, ogni malattia è una mancanza di consapevolezza impregnata di paura. Tale incoscienza nasce da un divieto imposto senza fornire spiegazioni……Lo psicosciamano, così come il guaritore primitivo, mentre opera deve eludere non soltanto le difese del paziente ma anche le sue paure…..Se la realtà è come un sogno, dobbiamo agire senza subirla, così come facciamo in un sogno lucido, ben sapendo che il mondo è quello che crediamo che sia. I nostri pensieri attraggono i loro simili….”.

L’atto finale, per concludere questo sentiero non facile, ma certo assai interessante, è la lettura di un libro tutto sommato non ponderoso all’apparenza ma al contrario di non facilissima comprensione e interpretazione: “Psicomagia – Una terapia panica””, è in buona sostanza il testo di alcune conversazioni avute da Gilles Farcet con Jodorosky tra il 1989 e il ’93, pubblicato in Francia nel ’95 e in Italia, sempre da Feltrinelli, nel 1997.

Un testo di grande fascinazione su cui non voglio pronunciarmi, anche per lasciare a chi ne ha voglia l’incanto di questa scoperta. E’ un libro che si può leggere anche solo per curiosità, senza lasciarsi trascinare in analisi approfondite che devono riguardare soltanto chi volesse andare oltre la superficie del gusto delle storie, pur incredibili.

Cito solamente alcuni brani che sono in conclusione del volume.

“…Gilles, esiste una sola cura globale: incontrare Dio. Non ne esiste altra. Soltanto la scoperta del proprio dio interiore può curarci per sempre. Il resto è solo un arrampicarsi sui vetri. Qualsiasi terapia è solo parziale……..Se insegno qualcosa, quel qualcosa è proprio l’immaginazione………Per la maggior parte del tempo, non abbiamo la minima idea di quello che può essere l’immaginazione, non ci lasciamo toccare dall’ampiezza dei suoi registri. Perché, oltre all’immaginazione intellettuale, esiste l’immaginazione sentimentale, sessuale, corporale, economica, mistica, scientifica…L’immaginazione è presente in tutti i campi, compresi quelli che consideriamo ‘razionali‘. E’ ovunque. Quindi bisogna svilupparla per affrontare la realtà, non partire da una prospettiva unica ma da molteplici angoli visuali….pensare e sentire partendo da prospettive diverse…..Mi piacerebbe che i lettori del nostro libro ammettessero, perlomeno, l’idea del potere terapeutico dell’immaginazione, della quale la psicomagia, in fin dei conti, non è altro che una modesta applicazione.”

Segnalo ancora “Quando Teresa si arrabbiò con Dio”, sempre reperibile nella UE di Feltrinelli.

Avvertenza: i libri citati si trovano assai facilmente. Ho la speranza di aver suscitato qualche curiosità e magari aperto qualche nuova prospettiva.

Vincenzo Reda

Primavera 2007

3 Responses to “Alejandro Jodorowsky – “La danza della realtà” e altri libri”

  1. Tarocchi Zingara Says:

    La Danza della Realtà è un libro bellissimo, lo consiglio a coloro che adorano questo genere.

  2. Tarocchi Zingara Says:

    si concordo…il libro è fantastico veramete.

  3. Vincenzo Reda Says:

    Grazie. Salute.

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